
musei
V&A Museum "taglia baby"
21 Settembre 2011
Nome: V&A Museum of Childhood
Indirizzo: Cambridge Heath Road
Città: Londra
Regione: Gran Bretagna
Telefono: +44 (0)20 8983 5200
Fax: +44 (0)20 8983 5225
e-mail: moc@vam.ac.uk
Web: sito internet (EN)
I giocattoli prendono vita
Nella prima delle gallerie, intitolata “Moving Toys”, sono raccolti i giocattoli concepiti appunto per animarsi, suddivisi in quattro sezioni a seconda della tecnologia impiegata per ottenere il movimento.
Alcuni giocattoli richiedono infatti un semplice gesto da parte dell'utente, come la spinta di un dito: non a caso, la prima sezione si chiama “Pushes and Pulls”, area dove regna incontrastato il classico cavallo a dondolo; ne sopravvive uno del 1610, in assoluto il più longevo cavallo britannico, giocattolo e non.
“Spring and Cogs” (ovvero “molle e denti di ingranaggio”) ospita invece il ben più complesso mondo degli automi, che nel tardo Ottocento raggiungono la propria età dell'oro, conquistandosi forse anche quell'aura un po' disturbante che li accompagnerà nelle rivisitazioni artistiche e letterarie coeve e successive. D'altronde, l'inquietudine non è affatto un'esclusiva del mondo adulto: in questa stessa sezione ci si imbatte anche nel famigerato jack-in-the-box (il pupazzo a molla che esce a sorpresa da una scatola), che più di un bambino nella storia dell'umanità ha colto di sorpresa con nefande conseguenze…
Di certo più rassicurante è l'area “Circuits and Motors”, con i suoi veicoli elettrici: le macchine e i trenini, certo, ma soprattutto i robot e i rumorosi animali a batteria che dagli anni Cinquanta hanno invaso il mondo grazie alla rivoluzione tecnologica che i produttori giapponesi hanno messo in atto nel settore.
Se forse, in questa sezione cronologicamente più vicina a noi, è possibile percepire appieno il salto generazionale compiuto in pochi decenni, è nella successiva (“Look See”) che ci si affaccia sul presente e sul futuribile. È qui che si compie il miracolo tutto contemporaneo dell'immagine che diventa realtà - come nei diorami e nelle lanterne magiche dell'Ottocento - per poi prenderne letteralmente il posto: con l'avvento dell'informatica, è il bambino a entrare nel (video)gioco, che non è più un oggetto nel suo spazio quotidiano ma uno spazio 'altro'.
Creatività, ovvero conoscenza
La galleria della “Creatività” sfata il mito dell'esclusiva di questa qualità da parte degli artisti, illustrando come costituisca un vero e proprio metodo di esplorazione del mondo, che permette al bambino di sviluppare le proprie abilità, conoscere se stesso e acquisire fiducia attraverso il gioco. Anch'essa divisa in quattro sezione, questa galleria analizza i processi dell'immaginazione, dell'ideazione (per fare di una realtà la realtà che si vuole), della sperimentazione operativa e della realizzazione concreta; modi di giocare quanto di “mettersi in gioco”.
Ritorno all'infanzia
Le cosiddette “Childhood Galleries” rappresentano in effetti un ritorno all'infanzia della società, ricostruendo la storia del concetto stesso di “infanzia” attraverso le epoche, mediante l'esposizione di una serie di reperti organizzati per temi: la casa, la famiglia, i bambini, cosa indossiamo, come impariamo, “chi sarò da grande”…
Tag: design per bambini, education, eventi e mostre design












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