
eco
The Secret Clubhouse
15 Giugno 2010
Cappellini riconferma l’innata pluralità di linguaggio, la vivacità e l’attenzione con cui da sempre attinge da culture diverse e lontane, miscelandone le caratteristiche con armonia in un unico grande progetto. The Secret Clubhouse, progettata da Martin Vallin, è una poltrona/nido all’interno del quale fermarsi a riflettere e ritagliarsi ore di relax e tranquillità. Come sottolinea proprio Giulio Cappellini “proponiamo un confronto tra progetti fluidi e quasi immateriali che si alternano a prodotti di una straordinaria fisicità…”. Il tutto nel nome dell’equilibrio ma senza dimenticare il gusto per i contrasti spesso inediti.
L’equilibrio tra sogno e realtà è infatti l’asse portante della collezione 2010, presentata allo scorso Fuori Salone nello spazio Milano Design Village di via Savona, in un mix naturale di oggetti progettati da personaggi diversi per cultura, formazione e provenienza. Dai designer internazionali più noti come Marcel Wanders e Jasper Morrison, ai giovanissimi Todd Bracher con Alodia (lo sgabello dalle linee essenziali e minimaliste) o i Raw Edge con Tailored Wood, la serie di elementi che si rimandano all’idea di un foglio di carta stropicciato. Con The Secret Clubhouse Cappellini interpreta in modo originale il tema quanto mai attuale del riciclo e del risparmio di materie prime, confermando ancora una volta la vocazione un design di impatto e di immagine, che possa suscitare continuamente nuove emozioni.
The Secret Clubhouse è il primo progetto industriale del giovanissimo designer svedese, un piccolo mondo in cui rifugiarsi, costruito interamente con legno riciclato dalle casette della frutta e ammorbidito da cuscini rivestiti in feltro per la seduta e lo schienale. Una seduta poetica e avvolgente, composta di pezzi di legno di scarto trovati tra i materiali inutilizzati della scuola di Copenhagen nella quale Martin Vallin si sta diplomando. Martin Vallin descrive così il concept del progetto “È un richiamo all’infanzia e alla casa sull’albero che da bambini abbiamo desiderato, un angolo dove ognuno può sedersi e ritagliarsi il suo spazio, lasciando correre la fantasia in una sorta di guscio protettivo”.
Tag: ecodesign






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