
la parola a...
Sergio Castiglia, Studio Castiglia e Associati
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"Anzitutto
la cucina è già uno dei prodotti di design più adatti ad essere
“sartoriale”, dal momento che ciascun impianto d'arredo è
progettato e realizzato ad hoc, per ogni singolo cliente" dice
l'architetto Castiglia. "Poi, però, vi sono grandi differenze
tra le varie aziende: alcune posseggono un carattere decisamente
industriale, che lascia un margine minimo alle esigenze del progetto;
altre invece si connotano per una vocazione produttiva ancora di
tipo sartoriale. Mi riferisco a quelle della Brianza, che
affondano le radici nella tradizione artigiana, poi man mano
trasferita all'industria. Il Gruppo Feg è una dei queste realtà,
che ha conservato e valorizzato la propria esperienza decennale nella
lavorazione del legno. Ogni cucina prodotta da Salvarani è, di base,
di tipo industriale, poi diventa sartoriale, sia perché molti
elementi sono forniti secondo le dimensioni decise dal cliente, e i
contenitori sono realizzabili anche in dimensioni fuori catalogo, sia
per la qualità eccellente della lavorazione dell'anta in legno,
vera specialità di Salvarani, creata ancora secondo un processo
semi-artigianale, con l'ausilio di maestri ebanisti". Ma in
che modo i progetti firmati da Sergio Castiglia per Salvarani
esprimono l'anima “sartoriale” dell'azienda? "Se la
strada giusta per un designer è valorizzare le peculiarità
dell'aziendaMi
riferisco soprattutto ad High Teak e al progetto di alcuni elementi
speciali. Come i pannelli retroilluminati con funzione di complemento
o di supporto per cappe e mensole, o le cappe a parete,
tra cui il modello in acciaio Less, che deve il suo spessore minimo
all'assenza del motore, inserito di lato, dentro il pensile. Da
quest'anno poi, per High Teak e Longline, i pannelli-boiserie
su misura si possono dotare di illuminazione lineare a led e essere
anche magnetici, fungendo da elemento di servizio per
appunti, foto e persino mensole, in acciaio o a vaschetta, in cui far
crescere le erbe aromatiche. È il mio “human design”, il mio
modo per “umanizzare” e rendere personale la cucina. Perché,
comunque sia il progetto, l'utente deve potersi “appropriare”
del prodotto. Io in quanto designer, e non arredatore, preferisco
fornire gli strumenti per consentire a ciascuno di costruire il
proprio spazio, e non dare soluzioni predefinite. Inoltre, la
personalizzazione è anche un tema forte per comunicare il prodotto e
renderlo riconoscibile. Ma
questo è possibile proprio in virtù dell'eccellenza “sartoriale”
della produzione Salvarani" - e viceversa, allora, con Salvarani, la chiave è
stata creare modelli personalizzabili, che privilegiassero l'uso
del legno.
La domanda finale è in che modo anche il nuovo modello Sunday risponda al concetto di “sartorialità”. "A Londra c'è un locale che prediligo, con un gusto un po' “old english”e un po' “vecchia Provenza”; per Sunday, mi sono ispirato quell'atmosfera. Sunday è un mix di spunti stilistici, retrò e contemporanei, e di idee “anomale”, per un arredo cucina. Ma, ancora una volta, abbiamo potuto creare un modello così fatto grazie alla combinazione tra tecnologia e artigianalità che caratterizza Salvarani. Ecco quindi dettagli come le maniglie-cilindro e le ante portafoto. Si, perché grazie allo speciale telaio con cerniere integrate, le ante dei pensili si aprono, e tra i il pannello e il vetro si possono inserire foto e disegni. Il risultato è un modello piacevole, personale, che esprime il valore di una cultura erediata… E penso che piaccia molto soprattutto ai giovani ".
Tag: italian style, progettare il futuro della cucina
























