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Qui recupero! Seduta sensibile all'ambiente

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Qui recupero! Seduta sensibile all'ambiente

Il progetto della seduta "Qui recupero!" è incentrato sul pieno significato della parola "recupero": recupero di energie, per chi farà uso della seduta, e recupero di materiali di scarto, per tutti coloro che hanno una spiccata sensibilità nei confronti dell’ambiente

Silvia Ghiacci

15 Novembre 2011

Il progetto "Qui Recupero!" è uno dei cinque vincitori del concorso "La Casa del III Millenio".

Il progetto della seduta "Qui recupero!" è incentrato sul pieno significato della parola "recupero"; inteso come recupero di energie, per chi farà uso della seduta, e recupero di materiali di scarto, per tutti coloro che hanno una spiccata sensibilità nei confronti dell'ambiente.
La funzione è quella di una seduta, volta al solo recupero di energie. Corriamo instancabilmente tutto il giorno: quando rientriamo nel nostro spazio intimo dobbiamo avere la possibilità di sentirci accolti da qualcosa che ci conforti e rilassi. La seduta "Qui recupero!" consente di restituirci le energie vitali attraverso la sua ergonomica forma e mediante il suo aspetto perchè, osservandola, percepiamo il suo provenire da "altro" e questo - come tutto ciò che ha una storia - trasferisce energia emotiva.
I materiali che compongono la seduta sono entrambi di recupero: metallo e listelli di legno.

Dimensioni

Larghezza: 650 mm
Lunghezza: 1300 mm
Altezza: 650 mm

Produzione
Il processo di produzione della seduta "Qui recupero!" è basato sul recupero degli elementi che la compongono, ovvero il legno e il metallo.
La struttura è composta da tre elementi metallici piegati in due punti
, come da progetto; questi delineano l'andamento globale della seduta. A una simile struttura vengono inseriti svariati listelli di legno, di molteplici dimensioni e varietà d'essenze. Nella produzione di questa seduta, hanno luogo solo processi produttivi ecosostenibili:
- recupero di materiali di scarto;
- lavorazione eseguita con un basso utilizzo dei macchinari, nella sola modifica di tali elementi di scarto. Lo scopo è quello di limitare al massimo l'utilizzo di macchinari perché l'uomo, in parte, deve riappropriarsi del ciclo produttivo, valorizzando al meglio la vocazione artigianale di alcuni prodotti;
- per lo stesso motivo, l'assemblaggio non contempla l'utilizzo di macchinari.

La parola alla designer
"Il design è progetto. Osserva l'esperienza già fatta quanto guarda all'esperienza che ancora si deve fare, per questo è il momento innovativo per eccellenza. È progetto pensato a 360 gradi, dall'emozione estetica all'accortezza funzionale; il tutto, destinato alla produzione: è il punto d'incontro tra tecnologia e creatività, sensibilità e capacità. Il termine "design" indica un insieme di competenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di un obiettivo, che rappresenta l´aspetto fondamentale di ogni attività di progettazione per la produzione. È un processo completo e articolato che, fin dalle prime fasi di esplorazione e generazione di un´idea, si svolge fino alla definizione finale di un prodotto e alla sua collocazione sul mercato. Argan scrisse nel 1954 che "ogni oggetto di uso è contemporaneamente se stesso e la funzione di sé". Significa che, nella fruizione di ogni oggetto, esiste un momento contemplativo e un momento in cui l'oggetto è un "in sé", qualcosa di estremamente funzionale. Quindi, il momento contemplativo e il momento di fruizione sono presenti contemporaneamente. Il concetto di design, soprattutto negli ultimi anni, è stato spesso associato a vari settori produttivi e comunicativi. Oltre a quelli più storicizzati, come per esempio l'industrial design, il product design e il car design, è all'ordine del giorno sentire definizioni quali fashion design, interior design, graphic design, exhibition design, web design, visual Design e tante altre. Sono veramente numerose, le parole che affiancano il termine (e il concetto) di design: spesso, a mio avviso, anche in eccesso. Nell'epoca in cui tutto si produce in eccesso, a mio parere il design dovrebbe avere come obiettivo, oltre all'unire in sé estetica e funzione, quello di essere oggetto facilmente riciclabile, nascendo da esigenze di recupero di ciò che magari è stato già prodotto e oggi non serve più.
La filosofia progettuale della seduta "Qui recupero!" nasce proprio da questa idea: dobbiamo riciclare ciò che ha concluso il suo ciclo di utilizzo, trasformandolo in altro.
"

Tag: concorsi design, ecodesign, recupero e riutilizzo

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