
luoghi
Progetto uffici Toolbox, Torino
testi us - ph. S.Pellion di Persano, H.Cany
30 Giugno 2010
Una nuova “scatola” a Torino ha trasformato un centro uffici di 4500 mq, frutto di una precedente ristrutturazione degli anni '70 di un edificio industriale vicino alla ferrovia, in un nuovo spazio per il lavoro. L'idea alla base dell'intervento è rispondere alla mutata realtà professionale della città - sempre meno legata al lavoro tradizionale, organizzato in azienda e chiuso in uffici veri e propri - e caratterizzata invece dalla presenza di liberi professionisti, spesso forzatamente indipendenti.
“In una città complessa dove le dimensioni temporali di coloro che la abitano sono differenti, in cui coesistono dimensioni locali e globali, fisiche e virtuali, è necessario sviluppare nuovi organismi urbani in grado di rispondere alla crescente complessità del sistema”: così Caterina Tiazzoldi sintetizza i concetti base di Toolbox.
Il fulcro dell'idea progettuale di questo “incubatore professionale” era capire come il progetto funzionale e architettonico poteva unire pluralità e coerenza d'insieme.
Toolbox è stato infatti sviluppato modulando livelli di socialità e privacy, gradienti di relax e lavoro, range di formalità e informalità, conciliando la pluralità di utenti e richieste alla coerenza del concept architettonico. I valori della molteplicità e della varietà sono le componenti più importanti del concept.
Caratteristiche architettoniche
Le pareti della zona di ingresso-reception sono state realizzate con cubetti dalle dimensioni variabili per trasmettere come primo messaggio un insieme coerente ottenuto dalla somma di elementi tra loro diversi.
L'intervento ha voluto mantenere quanto più intatta e visibile era possibile la struttura in calcestruzzo armato originale. La campata principale dell'edificio industriale è stata suddivisa longitudinalmente con l'inserimento di una serie di “volumi filtro” usati come vani tecnici per contenere impianti e armadiature. Sul lato rivolto verso le finestre è stato ricavato lo spazio per 44 postazioni in co-working, mentre sul lato opposto, privo di aperture, è stato creato un corridoio sul quale si affacciano i volumi e le scatole contenenti i servizi comuni: sale riunioni, area stampanti, bagni, cassette delle lettere, patio, cucina. In un'altra manica sono la zona lounge, bar e relax.
Elementi volumetricamente identici, le scatole che si affacciano sul corridoio diventano riconoscibili attraverso la declinazione dei materiali usati (impiegando diverse tipologie di sughero, smalti, ecc.); intervento ha anche permesso di migliorare le performance termiche e acustiche.
Illuminazione
“Ciò che maggiormente colpisce di un edificio industriale è il modo in cui la luce si distribuisce nello spazio, rarefatta, quasi nebulizzata dalle grandi aperture.- continua Tiazzoldi - L'obiettivo era di conservare questa sensazione di 'sospensione' costruendo il ritmo dei volumi sulla base della distribuzione delle finestre”.
La luce naturale arriva diretta negli spazi del co-working, mentre penetra dall'alto nel corridoi e da qui ricade sulle sale riunioni, evidenziando il distacco fra le “scatole” e la travatura industriale.
La successione dei volumi, l'allineamento dei fili superiori e la varietà di materiali trasforma il corridoio in una sorta di paesaggio urbano, di promenade, lungo il quale si affacciano le scatole come fossero edifici. La luce artificiale è realizzata completamente con lampade a basso consumo.
Automazione
Per la gestione dello spazio e dei servizi è stato utilizzato un sistema domotico in perenne trasformazione gestibile da un unico PC che permette di cambiare l'accessibilità e l'utilizzo degli spazi senza dover fare nessun intervento sullo spazio costruito. Il sistema automatizzato e' basato su un doppio circuito. Il primo è un sistema in rete che controlla gli accessi degli utenti alle varie funzioni (zona co-working, stampe, uso delle sale riunioni, telefoni, internet). Il secondo controlla un sistema di periferiche e gestisce gli impianti (sicurezza, temperatura, antincendio).
Gli utenti possono accedere al sistema centralizzato grazie dalla loro postazione PC. Un badge RFID personalizzato su cui sono caricate le varie funzioni “acquistate” gestisce le attività all'interno del complesso (accende e spegne le luci, gestisce le stampe di ogni utente e l'accesso al parcheggio, ecc.) inoltre consente o nega l'accesso alle varie attività e determina la durata di utilizzo. Il sistema automatizzato agisce quindi sopratutto su tre aree: sicurezza, risparmio energetico, comunicazione.
Toolbox, Torino in sintesi
Progetto: Caterina Tiazzoldi
Team: A.Balzano, H.Cany, C.Caramassi, L.Croce, M.Fassino, M.Pianosi,
Principali Fornitori:
BTicino
Della Rovere: scrivanie
Ikea: arredi e divani
Luxy: sedie
Tag: urban






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