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Prize Giving US Award 2011
05 Marzo 2012
La consegna delle targhe premio si è svolta quest’anno presso l’affascinante Auditorium de Il Sole 24 Ore, progettato da Renzo Piano, che ha ospitato le quasi 300 persone giunte da ogni parte d’Italia per partecipare a questo evento, confermatosi un appuntamento importante e un momento di riflessione e condivisione sui temi e i valori del progetto dell’ambiente di lavoro.
Dopo i saluti di Fabio Franzoni, direttore divisione Industry di Business Media, e l’introduzione alle tematiche da parte di Renata Sias, direttore di US-Ufficiostile e moderatrice della serata, gli interventi della tavola rotonda, che ha coinvolto i giurati, sono stati alternati alle premiazioni dei vincitori dell’edizione 2011 di US Award che, insieme ai loro committenti, sono saliti sul palco per illustrare gli obiettivi e i concetti più significativi dei diversi progetti.
Insieme alla targa premio, tutti i vincitori hanno ricevuto anche un originale lingotto fermacarte in alluminio, offerto da Donati, con inciso il monito “Fermate le carte, non le idee”.
L’incontro si è aperto con le tematiche legate al mercato del real estate in Italia.
Francesca Zirnstein, presidente di AREL, ha parlato di riqualificazione territoriale e ha fornito dati positivi rispetto al settore immobiliare per l’ufficio. Ancora una volta è emerso che la qualità e la certificazione dell’immobile sono elementi indispensabili per rendere appetibile e competitivo sul mercato un immobile a destinazione terziaria.
Il tema delle certificazioni del building è stato poi approfondito da Marco Mari, socio di GBC Italia, che ha toccato il tema della sostenibilità dell’edificio e del valore della certificazione LEED, attribuita anche a diversi progetti vincitori di US Award.
Oliviero Tronconi, professore di tecnologia dell’architettura al Politecnico di Milano, ha spiegato come l’innovazione tecnologica possa anche generare “immagine” e perciò creare un nuovo linguaggio espressivo in architettura, sintetizzando gli elementi base di quello che si definisce Corporate Real Estate.
Particolarmente emozionante è stato il break dedicato alla nomina “ a sorpresa” dei vincitori del Popular Vote, Vittorio Grassi ed Emanuele Spano, scelti online dai lettori digitali: cliccando qui potrete leggere un resoconto esaustivo del momento che li ha visti protagonisti.
Il secondo gruppo di giurati ha affrontato le tematiche legate al management dell’ambiente di lavoro.
Gilberto Dondè, AD di Great Place to Work Italia, si è fatto promotore delle esigenze dei “cittadini” dell’ufficio, dichiarando che troppo spesso negli ambienti di lavoro manca lo human touch e ha lanciato il tema del “Work-life Balance”, ovvero l’evoluzione del rapporto tra lavoro e vita personale.
Alberto De Zan, presidente di Assufficio, ha sottolineato come i valori di qualità, ergonomia e benessere spesso non vengano considerati al momento dell’acquisto degli arredi, nonostante siano proprio questi gli elementi più a diretto contatto con l’utente.
Armando Donati, Consigliere Delegato Donati, ha illustrato le motivazioni che hanno portato l’azienda a sponsorizzare la categoria speciale development@work, per premiare quei progetti eccellenti che esprimono i concetti di evoluzione, sviluppo e valorizzazione in senso ampio (persone/patrimonio edilizio), commentando i progetti che meglio hanno espresso questi valori.
A questi interventi sono seguite le premiazioni dei vincitori della sopracitata categoria sponsorizzata da Donati: ZPZ Partners, Architetti Campagna e Progetto CMR.
Il dibattito è poi entrato nel tema del colore, elemento importante del progetto architettonico, al quale è dedicata la categoria speciale color@work, sponsorizzata da Akzo Nobel.
Massimo Caiazzo, vicepresidente di IACC, ha abilmente sintetizzato come i criteri per il progetto cromatico nell’ambiente di lavoro possano rispettare le esigenze di corporate, ergonomia, psicologia e i gusti cromatici personali negli ambientidi lavoro.
Alberto Rigolone, vicepresidente di AIPI, ha confermato l'importanza del colore nell’interior design e la consapevolezza da parte dei committenti del fatto che si tratti di una scelta "tecnica" in stretto rapporto con la luce e le attività da svolgere.
Simone Zaccaria, Sales and Marketing Manager Akzo Nobel, ha indicato le linee di tendenza del colore identificate dal Centro Ricerche Akzo Nobel in Olanda, sottolineandone l’applicabilità anche nel progetto dell’ufficio.
Hanno quindi ricevuto la targa color@work i progetti che, in particolare, hanno saputo aggiungere espressività e un tocco di unicità, sia nell'involucro che nell'interior, attraverso il sapiente utilizzo dello “strumento” colore: Goring & Straja, Genius Loci, Studio Transit.
Franco Raggi, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Milano e Valeria Marsaglia, segretaria nazionale di GIARCH, hanno preceduto le ultime premiazioni con i commenti generali sui progetti presentati alla competizione e sugli elementi che hanno contribuito a decretare i vincitori.
Sul palco si sono quindi succeduti, come in un vivace talk show, gli architetti vincitori della sezione Architettura: Marco Casamonti di Archea, Cino Zucchi, Filippo Pagliani di Park Associati, Vittorio Grassi, Paolo Iotti e Marco Pavarani.
In conclusione, sono state assegnate le targhe per la categoria interior design a Michele De Lucchi, Emilio Faroldi e Jacopo della Fontana di D2U.
Ulteriori informazioni sulle realizzazioni e i progettisti premiati sono disponibili cliccando qui.
Non sono mancati i momenti di ironia, per esempio quando Renzo Cottarella, Amministratore Delegato di Marchesi Antinori – salito sul palco con Marco Casamonti e Alberto Albertini di Methis – ha presentato il progetto: “Casamonti, da bravo architetto, ci disse che costava la metà e questo rese il progetto ancora più entusiasmante!”, confessando che probabilmente non avrebbero dato il via alla realizzazione se avessero saputo sin dall’inizio che l’investimento sarebbe stato più del doppio del previsto, ammettendo però che “Questo sarebbe stato però il peggiore errore nella nostra storia!”.
La degna conclusione della serata è stata il saggio messaggio lanciato da Michele De Lucchi (sul palco insieme a Massimo Pignatelli e Massimo Colombo, di Intesa Sanpaolo Group Services, e a Alberto Stella di Estel): per rispondere alla domanda “Che significato c’è dietro al segno del grezzo e del non finito, che spesso si nota nei tuoi progetti e che ha affascinato anche i nostri giudici?”, il progettista ha dapprima scherzato (“Se finiamo tutto adesso, poi non c’è più niente da fare!”), precisando poi da vero Maestro che “In ogni progetto c’è il desiderio di lasciarsi uno spazio per andare avanti, e questo desiderio può essere espresso anche con piccoli segnali di incompiutezza”.
L’appuntamento è per la quinta edizione del premio: presto sarà online la scheda di partecipazione per l’edizione US Award 2012.
Tag: concorsi design, eventi e mostre design, us award, us award 2011





















Evento US Award: 8 febbraio 2012
Annunciati i vincitori di US Award 2011 "Popular Vote"
US Award 2011: and the winner is…
Cresce la partecipazione a us award!






















