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Piccoli aiutanti in cameretta
21 Settembre 2011
L'intervento formativo che si è proposta di introdurre Elena Nunziata nell'ambiente domestico è più complesso di quanto venga da pensare sulle prime, perché concepito in due direzioni. Da un lato, il progetto vuole offrire ai genitori uno strumento per trasformare i primi, piccoli obblighi dei bambini in occasioni di gioco; viceversa, permette agli adulti di comprendere meglio le modalità di interazione infantile con l'habitat, o meglio ricordare essi stessi come la loro conoscenza del mondo sia avvenuta a livello emozionale, innanzitutto, sfruttando l'immaginazione più che l'analisi.
The Little Helpers, insomma, “aiutano” a costruire un ponte relazionale tra la dimensione dell'adulto e quella del bambino, sopperendo alle diverse esigenze con un'esperienza condivisa. Due le linee guida che giocoforza il progetto ha seguito, per andare a coprire un così vasto campo d'azione: la semplificazione formale, che permette al bambino di “andare di fantasia” e all'adulto di sentirsi rassicurato dalla sobrietà raziocinante, e l'ambiguità dell'oggetto che stimola l'intervento attivo e creativo dell'utente, così che sia lui ad attribuirgli una multifunzionalità reale, in base alla contingenza.
Prendiamo ad esempio Paddy Tall, il classico attaccapanni verticale. Convenzionale nella scala - le sue dimensioni lo rendono accessibile agli adulti - ma non nella forma: i pomi in cui terminano le aste sono inconfondibilmente degli occhi, mentre gli stessi bracci sono piegati per invitare il bambino a raggiungerli e utilizzarli. Letteralmente piegandosi verso di lui, finché non crescerà abbastanza da accedere al “piano superiore” dell'appendiabiti; così, la relazione con l'oggetto si evolve secondo la crescita del bambino stesso, guadagnando con il tempo nuove prospettive, spaziali e cognitive.
Anche Melvin, il tavolino da notte, può assumere forme diverse nell'immaginario infantile. Funziona ottimamente come lampada per leggere le fiabe, prima di andare a dormire, grazie ai suoi due dischi-occhi che aprendosi diffondono la luce; quando gli occhi - e di Melvin e del bambino - si chiudono, il tavolino “inghiotte” nella sua grossa apertura i giochi e libri utilizzati durante il giorno, come una sorta di “guardiano notturno” pronto a vegliare sui tesori del bambino.
A proposito di bocche, concludiamo il nostro tour in questa cameretta fantastica con Charlie, meglio conosciuto come il vorace “divoratore di panni sporchi”. I bambini possono somministrare tutti gli “spuntini” che vogliono al loro “aiutante”, che sarà sazio quando la sua pancia - il sacco di tessuto elastico, che fa capolino dal mezzo della struttura a tronco di cono - sarà visibilmente piena: il segnale, per i bambini, che è giunta l'ora di svuotare Charlie… e caricare la lavatrice insieme ai genitori.
Tag: design per bambini, multifunzione












AbitaMI 2011: “Children DesignWorld”
Intervista a Giulio Ceppi di Total Tool




















