
appuntamenti
Orti sensoriali in Villa Reale a Monza
22 Maggio 2012
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Organizzata e curata dall’associazione Terralab3.0 con il coordinamento di Michela Genghini, la manifestazione presenta una serie di iniziative quali incontri, laboratori didattici per adulti e bambini, performance di maestri della cucina provenienti dal territorio, degustazioni di vini autoctoni e biodinamici, mercati di prodotti a km zero e un allestimento sul tema degli Orti Sensoriali.
Il Festival degli Orti è un’occasione per parlare di alimentazione, agricoltura, paesaggio, ma anche di architettura sostenibile, di natura intesa come cura e di educazione ambientale nelle scuole.
Nella sezione Orti Sensoriali, gli allestimenti illustrano i diversi approcci progettuali alla tematica dell’orto, intesa come pratica che favorisce un migliore rapporto tra uomo e ambiente.
L’iniziativa, curata da chi scrive, vede architetti, designer, florovivaisti e giardinieri affrontare il tema indicato in lotti di 25 metri quadrati ciascuno, realizzando un percorso interattivo e percettivo con ortaggi, fiori ed erbe aromatiche in grado di stimolare tutti i sensi.
La progettazione sensoriale permette di generare un migliore rapporto tra uomo e ambiente attraverso un’ergonomia sensoriale, ovvero una sintonia tra la fisiologia dell’individuo e il contesto fisico. Attraverso la costruzione delle sensazioni, i sensi riattivatisi possono infatti risvegliare ricordi e memorie inconsce. Il tempo trascorso in un ambiente naturale può dare alle persone (specie bambini, malati e disabili) una serie di benefici per la salute, che arrivano persino alla riduzione dello stress e al contenimento della pressione sanguigna. Lo dimostrano diversi studi in paesi anglosassoni (in particolare Canada e Stati Uniti) e nell'Europa del Nord.
Un Orto Sensoriale è specificatamente progettato per stimolare e potenziare tutti e cinque i sensi delle persone che lo frequentano.
Ai 18 progettisti, florovivaisti e giardinieri che si confrontano alla Villa Reale di Monza con il tema dell’Orto Sensoriale si è chiesto un accostamento concettuale di “orto” e “giardino”, tanto caro ad alcuni giardini inglesi, ai piccoli cottage gardens, o a quelli francesi, importanti o monastici. Sono stati utilizzati ortaggi, fiori, erbe aromatiche e materiali in grado di stimolare le percezioni di tutti e cinque i sensi.
In generale, l’Orto Sensoriale riesce a dare un grande contributo al benessere psico-fisico ed emozionale di tutte le persone, non solo a bambini e a disabili, in quanto può diventare un fantastico posto dove rilassarsi, riflettere, leggere, meditare, contemplare la natura e (non meno importante) socializzare.
Ogni persona che frequenta un Orto Sensoriale deve vedere i propri sensi stimolati o addirittura rafforzati, e tale obiettivo può essere perseguito in diversi modi:
- attraverso la vista con l’utilizzo di forme, colori e punti di attrazione visiva che contribuiscono a creare la bellezza del giardino attraverso piante con fioriture dai colori molto vari, raggruppandole per macchie omogenee di colore, creando contrasti di forme;
- attraverso l’udito con materiali mossi dal vento, il rumore delle ghiaia o di altri materiali sottostanti, giochi d’acqua o impianti, che possono contribuire a creare una sorta di 'colonna sonora' del giardino;
- attraverso il tatto i giardini possono essere pieni di oggetti dalla forte valenza aptica, come i morbidi muschi e licheni che si sviluppano su rocce e tronchi, oppure piante dal fogliame flessibile che chiede solo di essere accarezzato;
-attraverso l’olfatto, piantando vicino ai camminamenti piante erbacee ed aromatiche che, se calpestate o sfiorate, possano emanare profumi;
-attraverso il gusto, inserendo nel giardino frutta oppure ortaggi.
Gli architetti, designer, florovivaisti e giardinieri invitati ad affrontare questo tema nei giardini all’interno della Villa Reale nell’ambito del masterplan di Assostudio, nel loro progetto in un lotto di 5x5 m hanno tenuto conto nei progetti proposti:
- dell’interattività, che deve essere sviluppata verso gli utilizzatori;
- della ricerca chiara della stimolazione sensoriale;
- della facilità di gestione, della sostenibilità economica e di manutenzione;
- dell’utenza allargata a soggetti disabili
mettendo in evidenza l’opportunità d'uso nel caso il progetto-tipo venisse poi scelto per essere realizzato in altri luoghi.
Tra i 18 progetti (che potranno essere votati da pubblico) presentiamo qui di seguito il concept di sei Orti.
Pick&Eat
Nina Artioli, T Spoon
Lo stare a tavola è un rito sociale. Attorno alla tavola, attraverso gli odori delle pietanze, il rumore delle chiacchiere e degli utensili, i colori dei cibi, la diversa sensazione tattile dei materiali e i differenti sapori offerti, i cinque sensi sono continuamente stimolati e messi in interazione tra loro, imprimendo nella memoria ricordi e sensazioni che perdurano nel tempo.
Pick&Eat offre la possibilità di attivare una convivialità a chilometro zero: attorno alla tavola centrale ci si può sedere, guardarsi, conoscersi e confrontarsi, mentre si mangiano i frutti e gli ortaggi raccolti tra quelli piantati nell’orto che costituisce lo schienale delle sedute.
Pick&Eat è realizzato con materiali di scarto della produzione industriale, economici, ecologici e riciclabili.
Florovivaista: Francesco Ghezzi, Azienda Agricola Villa Licia, www.agricolavillalicia.com
Con la collaborazione di: Sabina Antonini, EN Space
Sponsor tecnici: Fornaci Brioni, Merletti Garden Design
Orto Rosé
Giulio Ceppi, Total Tool
Interazioni cromatiche tra il minerale solido e il vegetale liquido. Il mondo minerale è carico di sapori che sappiamo e possiamo solo percepire attraverso il mondo vegetale, che ce li restituisce in forma sorprendente e meravigliosa. L'orto svolge il ruolo principe nell'architettura progettata di questa alchimia e dell'inversione sensoriale tra minerale e vegetale. La vite ne è un’importante parte da sempre, nel delicato e dinamico rapporto tra liquido e solido, tra ortaggi, frutti e uomo, tra tempo e stagioni.
Un Orto Rosè è un modo paradossale per ragionare su quanto di fiorito e fruttato ci sia nel vino, su come la terra produca i suoi umori e colori e come l'uomo li sappia da tempo immemore elaborare e trasformare, e quanto oggi spesso fatichi a riconoscerli e a capirne le profonde e nascoste interrelazioni.
Florovivaista: Vivai Saldini, www.vivaisaldini.com
Sponsor tecnici: Contadi Castaldi Franciacorta
Orti Segreti
Simona de Giuli con Anita Lara Bulloni, Alberto Fresco, Stephan L. Bürgi, architetto paesaggista, e MAT movimento artistico ticinese (attori: Mirko D’Urso, Lucia Valentini)
Si è pensato di portare la tecnologia alla natura in modo tale da favorire la sua lettura a tutti, soprattutto i più giovani. Le piccole teche celano il reale: al loro interno sono infatti collocate delle piante visibili dall’esterno, dove chiunque potrà controllare la loro crescita, i loro frutti e la quantità di terra che necessitano, mentre su ciascun coperchio sarà posizionato un “QR code” leggibile con uno smartphone o un tablet che rivelerà tutti gli aspetti della pianta custodita nella teca. Le altezze delle serre sono dettate dalle necessità di crescita delle piante, mentre la loro suddivisione all’interno dell’orto raggruppa le piante in quattro classi: i fiori, le piante aromatiche, gli ortaggi e gli ortaggi da bulbo.
Florovivaista: Grano Giardini, CH, www.granogiardini.com
Con la collaborazione di: Sabina Antonini, EN Space
Capanna
Francesca Grassi, Studio Italo Rota
La capanna, paradigma del costruire, è un tema che sempre ritorna, che attraversa la storia. Le riflessioni per la capanna - la prima casa - si intensificano quando più si sente evidente un bisogno di rinnovamento nell’architettura. La capanna ci rammenta il significato originario del costruire. Un significato che non può prescindere dalla natura, dalla terra, dall’orto. “L’architettura, per essere ciò che è, deve divenire natura, deve divenire ciò che non è”, scrive Louis Frank.
La Capanna è costruita sopra a un Mandala che rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro; attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente.
Florovivaista: Merletti Garden design, www.merlettigiardini.it
Con la collaborazione di: Sabina Antonini, EN Space
King Garden
Dontstop architettura, Michele Brunello e Marco Brega con Angelo Renna designer
King Garden è una macchina agricola, è un modello di orto domestico, è un luogo d’incontro, è un laboratorio replicabile, è un dispositivo di produzione alimentare.
King Garden è un modello di orto capace di accogliere diversi momenti di produzione, sperimentazione e riflessione sull’agricoltura domestica.
King Garden è un laboratorio replicabile capace di raggiungere luoghi diversi.
King Garden è una macchina agricola strutturata attraverso tre momenti: il lavoro, lo spazio più in basso dove le varie essenze (ortaggi, verdure e piante aromatiche) sono coltivate in vaso; l’essiccazione, lo spazio intermedio che consente, attraverso una naturale ventilazione l’essiccatura, di fiori e frutti in base al periodo stagionale, sia in posizione verticale sia orizzontale; la conservazione, una piccola cisterna che raccoglie l’acqua piovana, la conserva e garantisce l’irrigazione delle piante coltivate.
Florovivaista: Martini Saini
L’Orto Nomade
Assostudio + Annamaria Mazzola
L’Orto Nomade è lo spirito libero di chi ha le proprie radici nell’humus, nella terra del mondo; di chi non ha legami con un luogo preciso, definito da confini politici.
L’orto nomade può essere ovunque, è un’oasi per nomadi metropolitani, cittadini del mondo, protagonisti delle Mille e una notte o di un tè nel deserto, anche nel cuore della città.
Gli odori dell'orto si mischiano a profumi di terre lontane, evocando atmosfere oniriche e avventure del viaggiatore nomade.
Florovivaista: Verde Profilo, www.verdeprofilo.com
Sponsor Tecnici: AK-47, Oikos Fragrances, Ortologico
Tag: ecodesign, eventi e mostre design, exhibit design, food design, outdoor






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