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Marilena Colussi, Gpf
Marilena Colussi è direttore di ricerca responsabile dell'Area Food e Retail presso l'istituto di ricerca Gpf, che con Food Monitor da molti anni analizza gli stili di consumo alimentare degli italiani. Ha curato la ricerca che ha dato una identità al fenomeno dei Foodies.
"È un esercito di 4,5 milioni di italiani. Sono i Foodies, appassionati del cibo e del buon bere, per i quali l'interesse per la buona tavola in tutte le sue sfaccettature è messa al primo posto. Anzi, innerva tanti altri atteggiamenti di consumo: quando fanno la spesa, cucinano, sfogliano riviste di cucina o navigano su internet.
In maggioranza uomini, tra i 25 e i 45 anni, vivono soprattutto nel Nord Italia, hanno un reddito medio-alto e titolo di studi superiore. La metà di loro è rappresentata da coppie con figli, anche se la concentrazione è sopra la media tra i single e nelle coppie senza figli. La mappa 3SC di Gpf li colloca nel quadrante dell'interesse per il sociale con un profilo d'impegno, di amore per il nuovo, per l'arte e la letteratura. Naturalmente interessati alle cene fuori casa, alla qualità nel cibo e del vino, al turismo enogastronomico e alla polisensorialità del cibo, la loro passione è ricca di significati e di esperienze, un piacere da condividere con gli altri. Tuttavia non lesinano di preparare i pasti in casa (66% sempre o molto spesso) e all'83,6% di loro piace molto o abbastanza cucinare, per di più, piatti particolari e che richiedono cura. Ai Foodies piace anche condividere questa passione, perché il 40% organizza almeno 2 volte al mese pranzi o cene in casa propria.
Ovviamente la ricerca puntualizza altri aspetti che contribuiscono a tracciare l'identikit di questa vera a propria avanguardia di buongustai consapevoli. Che si inseriscono da protagonisti nella società del'informazione, essendo forti consumatori di internet: non solo ricercano ricette, ma le propongono, non solo acquisiscono notizie e informazioni dai siti su ristoranti, cibi, ma sono iscritti alle newsletter dedicate e partecipano ai gruppi di discussione.
In sostanza i Foodies rappresentano l'anello di congiunzione tra il mondo della cucina professionale, degli chef famosi e meno famosi, della maestria culinaria con la cucina domestica, dove riproporre i riti e le tecniche sperimentate nei tour gastronomici, di cui sono grandi esperti.
Solo negli ultimi due anni i Foodies sono aumentati del 3% e la cultura che rappresentano sta facendo sempre più breccia nel contesto socio-culturale. Questo accade perché sempre più italiani si riconoscono nei valori del Sapere e dell'Informazione alimentare, in un quadro di trasparenza e verità, che sono alla base dell'approccio foodie.
Quello dei Foodies è un universo che esercita una certa influenza su tutto ciò che ha a che fare con l'universo della cucina intesa nella sua accezione più ampia: ristorazione, cucina domestica, cibo, strumenti, perché sono scopritori e valorizzatori di prodotti, di territori e di luoghi di ristorazione. I Foodies sono molto conviviali anche in casa e l'ambiente cucina rappresenta per loro uno spazio emotivo e funzionale molto ricco. Gli strumenti di lavoro, per esempio, sono considerati elementi molto importanti per potere dar sfogo alla loro passione per la cucina.
Ma sarebbe un errore pensare, che al centro delle loro attenzioni ci sia solo il cibo e ciò che ruota attorno ad esso secondo una logica di puro piacere del gusto. Il profilo del Foodie è infatti più complesso e per questo motivo coinvolge molte altre aree di interesse. L'origine dei prodotti, i metodi di produzione, la storia ma anche gli aspetti salutistici e nutrizionali così come la ricerca per le migliori fonti di approvvigionamento sono al centro degli interessi del Foodie, che è disposto a spendere di più per prodotti di particolare qualità, ma cerca anche di farlo nel modo più conveniente. Si distingue dal gourmet in quanto ama il cibo come forma di cultura. Per questo si informa, vuole sapere il più possibile attraverso una pluralità di mezzi: internet, tv, radio, giornali e riviste, libri e pubblicazioni… È ad esempio un grande fan di Gambero Rosso Channel. Con uno sforzo di semplificazione, possiamo affermare che le aree di maggiore interesse per i Foodies riguardano il gusto, la salute (aspetti nutrizionali e sicurezza dei cibi), il networking (con un grande uso di tutte le tecnologie a disposizione), un'area estetico-sensoriale estesa, senza dimenticare la sensibilità green e l'attenzione per l'impatto ambientale delle attività umane.
Il sapere e la conoscenza sono il punto chiave per i Foodies. Questo nutrito gruppo di persone è anche sensibile, nello stile e nell'ambiente della cucina verso spazi sempre più living e conviviali, aperti e fluide in cui le zone di lavoro sono ampie, così come i contenitori: privilegiano al decoro la funzionalità, la tecnologia e l'alta qualità; curano i dettagli, gli elettrodomestici, i coltelli e le stoviglie, apprezzano le dotazioni da chef (abbattitore temperatura, cantinetta…). Cercano di personalizzare con il proprio gusto, per renderlo vero e autentico, l'ambiente cucina.
I prodotti alimentari sono un altro elemento visivamente importante: le composizioni di frutta mixate con la verdura, le spezie, i vini unitamente al computer e ai libri e riviste di cucina a portata di mano».
I Foodies amano molto cucinare e dimostrare le loro abilità e capacità culinarie.
Vi sono poi delle implicazioni immediate per chi produce cucine ed elettrodomestici, come offrire sempre più servizi e consulenza pre e post vendita ai Foodies clienti di cucine. Ma potrebbero pensare a loro anche come “agenti”, cercando di coinvolgerli cioè nel processo di vendita. Si può pensare alla cucina dei Foodies come punto espositivo per i produttori, secondo una logica di marketing virale, che già qualcuno, sul fronte della valorizzazione dell'estetica e dello stile, sta già praticando con successo".
Tag: food design, progettare il futuro della cucina



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