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Intervista a Stefano Basile, Lladrò

intervista

Intervista a Stefano Basile, Lladrò

Andamento positivo per Lladrò nei primi mesi del 2010. Ne abbiamo parlato con Stefano Basile, direttore commerciale Europa

Living24

19 Luglio 2010

Lladrò un brand che da sempre sa raccontare emozioni, sentimenti veri e positivi attraverso il fascino della tradizione, del fatto a mano ma sempre con un'attenzione all'innovazione creativa grazie alla collaborazione con note griffe del design da Hayon a Bodo Sperlein.
Come un'azienda con queste caratteristiche d'eccellenza si muove nel mercato attuale lo abbiamo chiesto a Stefano Basile, Direttore Commerciale per l'Europa, il Centro/Sud America e il Medio Oriente.

La strategia Lladrò si muove su due direttive precise, da una parte l'estrema attenzione verso il prodotto e dall'altra politiche di marketing per supportare il retail. Sono asset che vi stanno premiando?
Direi di si, soprattutto con la crisi odierna e degli ultimi anni. Il consumatore crede solo nei prodotti che pensa valgano il prezzo che sta pagando e questo ci facilita. Poi per quanto riguarda le strategie distributive nelle diverse aree geografiche sviluppiamo programmi specifici; la Sicilia ha delle caratteristiche differenti dal Triveneto ed entrambi richiedono attenzioni differenti. Trattiamo il resto del mondo con gli stessi principi.

Come si è concluso il 2009 per l'azienda?
Il 2009, come per molte altre aziende non è stato buono. Le vendite a livello mondiale hanno subito un calo di circa un 10 per cento. In Italia abbiamo chiuso il 2009 con una flessione del 7 per cento, che considero un risultato accettabile.

Qual è la percezione che avete rispetto ai primi mesi del 2010?
Ottima, sia in Italia che a livello mondiale! Da dicembre 2009 fino a Maggio 2010 per sei mesi abbiamo avuto vendite migliori dei mesi dell'anno precedente; non succedeva dal lontano 2000! Le ragioni sono sicuramente l'aumento della fiducia dei consumatori rispetto al 2009, un piano per il futuro con “i piedi per terra” e il fatto di aver introdotto prodotti meno cari rispetto al passato. I consumatori sono diventati piú esigenti e questo è un elemento che facilita l'uscita del prodotto dai negozi dei nostri partner. In Italia l'anno è cominciato molto bene: abbiamo chiuso maggio con un +7 per cento sul budget, +15 per cento sull'anno scorso!

Quali le aspettative per quest'anno?
Come direttore commerciale per l'Europa, il Centro/Sud America e il Medio Oriente vorrei per il 2010 riportare le vendite ai livelli del 2008 chiedendo uno sforzo maggiore ai paesi del Sud America, ai mercati dell'Est e del Medio Oriente rispetto ai paesi Europei. Nell'ingrosso le vendite a fine maggio ci stanno dando ragione: sono migliori rispetto al budget preventivato e rispetto all'anno scorso. Ma la notizia migliore è quella di un netto miglioramento del conto economico rispetto alle nostre aspettative.
Il retail, con le nostre boutique e concessionarie in Spagna, Regno Unito, Russia (e con partner come Harrods) sta complessivamente superando il 20 per cento rispetto l'anno scorso; insomma siamo tutti molto contenti.

In particolare il mercato Italia che valore ha per Lladrò?
L'Italia è il nostro quarto mercato mondiale dopo Giappone, Stati Uniti e Spagna. Abbiamo una forte presenza nel centro sud Italia e vogliamo rafforzare il nord Italia, a poco a poco e ci stiamo riuscendo. Specialmente in Italia abbiamo successo con il binomio Lladró e NAO, il nostro secondo marchio che ha un buon successo sopratutto nel campo delle bomboniere. Anche il fatto che un brand spagnolo ha scelto un direttore vendite italiano, rispecchia l'attenzione per il mercato Italia!

Allora in particolare, quali sono le strategie per l'Italia?
A metá giugno abbiamo terminato un roadshow per l'Italia con Alessi, Venini e Villeroy&Boch cha aveva l'obbiettivo di incontraree i nostri clienti: è stato un successo! Inoltre attraverso i due Macef e fiere come Maison&Objet e Baselworld manteniamo sempre un flusso diretto con i nostri referenti non solo italiani che riconoscono il nostro impegno nel rimanere al loro fianco.
Per quanto riguarda azioni concrete sul territorio d'accordo con Damiano Semeraro, Direttore Italia, abbiamo preferito dedicare ai nostri clienti quei contributi che generalemente erano previsti in altre attivitá di comunicazione: in tempi di crisi lo abbiamo ritenuto piú utile e stimolante.
Il marchio NAO gioca inoltre un ruolo importantissimo nella nostra strategia: è il sogno di tutte le aziende avere due marchi e poter sfruttare entrambi al massimo, e noi li abbiamo! NAO, sempre prodotta totalmente in Spagna, ha un prezzo inferiore a Lladró e riesce a comunicare le stesse emozioni (gli scultori sono gli stessi...) peró con caratteristiche differenti.

Quali sono gli elementi che secondo voi rendono appealing il prodotto Lladrò nei confronti del consumatore contemporaneo?
Il consumatore va alla ricerca della qualitá e del design. La qualità è data dal fatto che fabbrichiamo tutto in Spagna. Anni fa si diceva che la globalizzazione avrebbe portato benessere a tutta Europa e tutti i marchi hanno cominciato a produrre fuori dai confini. Proprio in questi ultimi mesi l'Europa ha capito che “si stava meglio quando si stava peggio”. La famiglia Lladró ha sempre mantenuto la fabbrica a Valencia e i consumatori ci riconoscono sempre piú questo valore aggiunto di oggetto artigianale.
Come design ogni anno introduciamo prodotti contemporanei che per i consumatori sono importanti. In lista di nozze le coppie giovani scelgono le nostre linee piu' attuali: il materiale biscuit e grès o linee come Africa, Humanitas, Aura, Fantasy tutte molto di tendenza. Nello stesso negozio ci sono anche le nostre linee classiche, adatte a un pubblico più maturo. Insomma, abbiamo in catalogo prodotti per giovani e meno giovani...


Parlando dei prosimi anni, lei crede che il mondo delle figure abbia un futuro?
Molti pensano che la figura non abbia futuro, noi in Lladró stiamo giá dimostrando il contrario con i fatti: ogni anno creiamo prodotti con artisti, come Jaime Hayon, che continuano a dare impulso all'azienda. Anche i settori paralleli al “regalo”,come gioiellerie e negozi di mobili, ci stanno riconoscendo come partner complementare di alto livello.
Chiaramente ogni anno introduciamo nuovi articoli come specchi, lampade, oggetti per la casa utilizzando la nostra competenza e manualità nel campo figurativo, ma nei prossimi anni il 90% delle nostre vendite sarà dato dalle figure.

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