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Intervista a Simone Micheli per Tagina
12 Luglio 2011
Simone Micheli: "La tematica contenutistica è legata alla volontà di generare uno spazio pensato come un opera; un luogo sospeso tra reale e virtuale; un luogo ospitale per valorizzare il rapporto dell'uomo con il tempo un vero e proprio manifesto 'post-organico' che parla di un nuovo approccio alla progettazione d'architettura, che parla di sostenibilità e di bellezza".
Uno spazio che parla di rigenerazione e sostenibilità. All'interno dello spazio erano presenti infatti delle biciclette collegate a generatori che trasformeranno l'energia dell'uomo in energia sostenibile che nasce dalla condivisione dell'esperienza delle persone e che anima Lifecycle come uno spazio in continuo divenire, vicino al concetto di performing art. Uno spazio pensato come continuum architettonico. Interamente realizzato con WIRE, il sistema ceramico progettato da Simone Micheli per Tagina, Lifecycle è un inno alla fluidità, uno spazio dove non esiste più il confine tra esterno e interno e dove tutto diventa continuo e flessuoso.
Com'è nata la tua collaborazione con Tagina?
Simone Micheli: "Il progetto Wire System è nato in un rapporto di osmosi con l'azienda, dal presidente all'operaio, in sintonia per la creazione di un "prodotto etico". Tutti gli spunti creativi che ho portato in azienda sono stati rispettati; è un'azienda che lavora con il cuore avendo grandi capacità tecnologiche e operative, e lo spessore intellettuale proprio degli umbri, sono supereroi, proprio come me!".
In che senso è un prodotto "etico"?
Simone Micheli: "E' una collezione etica perché, pensa grazie all'utilizzo di nuove tecnologie Wire raggiunge spessori fino a 2 cm. Etico perché è un prodotto durevole che si avvicina ad essere eterno. Tutta la collezione pensa alla durevolezza, alla consistenza, in controtendenza alla rigenerazione rapida di mercato".
Quali sono i vantaggi del 2 cm?
Simone Micheli: "Il 2 cm rappresenta l'unione forte di storie bidimensionali e tridimensionali. Permette di vestire l'architettura in maniera fluida dentro e fuori. Paradossalmente con questa collezione possiamo pensare di andare a realizzare le superfici continue per generare nuove geometrie e contenuti, perché questa grande scocca ceramica potrebbe trasformare la casa conosciuta in un cubo magico".
E' dunque la "continuità" il carattere distintivo della collezione?
Simone Micheli: "Credo che la storia principale di questa collezione sia proprio quella di creare storie continue. L'obiettivo è quello di connettere ogni spazio e rendere omogeneo e uniforme l'ambiente. Ci sono poi tanti piccoli pezzi tridimensionali fatti appositamente che risolvono molti problemi dal punto di vista applicativo come il giunto a L che serve a collegare gli elementi verticali e le pavimentazioni: questo piccolo giunto permette di dare continuità a due storie. Il sistema Wire costruisce strutture modulari e architetture continue: non esistono più confini tra rivestimenti e pavimenti per qualsiasi tipologia di applicazione, residenziale, contract o wellness. E la connessione si realizza proprio con lo stesso 'speciale' materiale ceramico. Oltre alla posa tradizionale con colla, questa tipologia di piastrella può essere collocata su specifici supporti per realizzare pavimentazioni sopraelavate o ricoprire superfici ibride, sia in interno sia in esterno".
In che senso Wire dà un significativo contributo ai pavimenti flottanti?
Simone Micheli: "Questo materiale in spessore permette di creare nuovi tipi di pavimenti flottanti, pavimenti da appoggiare su sabbia per far passare cavi. Può dare risposta nelle soluzioni per lo spazio pubblico per le caratteristiche di ispezionabilità. Quando lavoriamo all'esterno il contatto con la parete e la pavimentazione è spesso un problema, questo giunto si applica anche ai cappotti contemporanei creando un vuoto creando pulizia e rigore".
Tag: ecodesign, fuori salone, high-tech, italian style









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