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intervista a Silvana Angeletti e Daniele Ruzza

intervista doppia

intervista a Silvana Angeletti e Daniele Ruzza

Insieme nella vita e nella professione, ecco come le idee del duo Angeletti_Ruzza diventano progetti

Antonella Camisasca

12 Novembre 2010

Uniti e consapevoli delle proprie diversità. Compagni nella vita, alleati nella professione, di Silvana Angeletti e Daniele Ruzza colgo la genuinità. Quel sentimento che appartiene alle persone semplici, che credono in quel che fanno e riescono a trasmetterlo a chi sta loro intorno. Li raggiungo al telefono per questa intervista in tempo per scoprire la nuova nomination al Design Prize per ben tre progetti firmati per Azzurra di cui, dalla fine del 2007, curano la direzione creativa. E scopro che a entusiasmare i miei due interlocutori è anche la candidatura, sempre nell’ambito della medesima azienda, di Paolo Ulian all’ADI Design Index, «perché lo porta vicino a respirare l’aria del Compasso d’Oro».

Cerco allora di comprenderli meglio lasciandomi portare da loro sedici passi indietro, quanti sono gli anni trascorsi fino a oggi dal diploma di laurea in Industrial Design conseguito all’I.S.I.A. di Roma e l’economicamente ponderata, scelta di aprire un proprio studio a Rieti, dove Silvana è nata, e dove «per chi comincia» le condizioni sono «forse migliori». Qui, le dimensioni di «un sogno da conquistare insieme, forti delle reciproche diversità e dei primi concorsi vinti negli anni dell’università» prende pian piano la forma di una piccola comunità arricchita dalla ‘colonna portante’ Daniela Bittolo, dalla ‘grande manualità’ di Enrico Martellucci e dalla new entry Domenico Cimino.

Prima di loro, l’esperienza di Silvana e Daniele si apre con due ‘signori’ nomi del design per la tavola come Fratelli Guzzini e Serafino Zani. Forti di uno dei tanti corsi seguiti con entusiasmo negli anni di laurea, e intitolato ‘La ritualità in tavola’, «la scelta di approcciare questo mondo ci è sembrata la più naturale possibile» mi spiegano. Da qui i primi lavori per la Serafino Zani, «che chiese a noi e ad altri designer di coniugare l’acciaio - da sempre, per loro, materiale d’eccellenza - con la plastica, al fine di interpretare nuovi oggetti per la tavola». Il risultato sono Allora Timer, Isadora e Menhir: tre progetti firmati Angeletti Ruzza Design che, fedeli fin da subito alla volontà di non sovrapporre clienti dello stesso ambito, pur mantenendo ottimi rapporti con il management della «piccola, ma ‘speciale’ azienda bresciana», ha scelto di proseguire con Fratelli Guzzini il proprio percorso professionale. «Da loro, anche oggi, è come essere a casa» confessano forti di un’esperienza che, da sempre attenta a non sovrapporre più committenti nel medesimo settore, si è presto estesa all’universo dei mobili, dell’illuminotecnica e del bagno.

All’inizio del nuovo Millennio, ad aprire - è proprio il caso di dirlo - le porte di quest’ultimo ambito è l’allora direttore commerciale di Colombo Design, Carlo Suardi, che oltre alle maniglie e agli accessori disegnati per la sua azienda, suggerisce a Silvana e Daniele il nome di Fratelli Fantini, azienda a cui Angeletti e Ruzza si propongono con una propria collezione di rubinetteria. «Erano anche anni - tengono a precisare - in cui per i giovani designer non c’erano le difficoltà di oggi. Proporsi alle aziende era più facile, c’era maggiore disponibilità da parte loro a investire, meno concorrenza e, soprattutto, meno crisi». Un esempio? Lo fa Silvana e, quasi, mi sconvolge: «Per il primo prodotto che abbiamo disegnato per Guzzini, la caraffa termica Tobia - afferma -, l’azienda ha investito 150 milioni del vecchio conio solo per lo stampo del corpo». Una cifra che oggi sarebbe impensabile dedicare ad hoc. Ma - lo abbiamo detto e lo ripetiamo -, erano anche altri anni. Anni che si ricordano, come l’emozione di una telefonata in viaggio, «mentre stavamo tornando a Rieti», di Mauro Guzzini, amministratore delegato di Teuco, del tutto consapevole dell’expertice di coloro ai quali si stava rivolgendo, e proprio per questo interessato a qualcuno che, non ancora addentro al proprio ambiente, potesse ‘svecchiare’ il design delle vasche da bagno prodotte dall’azienda guidata con il cugino Luca. «Ci chiesero un paio di collezioni, noi gliene portammo cinque - compresa una serie di rubinetteria dedicata ai gruppi vasca -, di cui quattro entrarono subito in produzione». Nata nel 2004, anche l’intesa con Teuco continua a dare i suoi frutti, tanto che, firmati Angeletti Ruzza Design, a questo Cersaie saranno, fra l’altro, visibili l’ampliamento della rubinetteria Leaf, un nuovo progetto di hammam e un altro di docce.

Ma non solo. A Bologna, Silvana e Daniele, presentano anche una collezione di accessori per il bagno e una piantana firmata per Valli Arredobagno, mentre i riflettori saranno puntati anche sul lavoro svolto con Azzurra e ulteriormente testimoniato dalla collezione celebrativa dei lavabi in tufo Civita, già ammirati allo scorso Salone Internazionale del Bagno, e l’ampliamento di Thin, una delle tre collezioni uscite in altrettanti anni di lavoro portati avanti con l’azienda focalizzata nella produzione di sanitari in ceramica. Un risultato frutto della scommessa portata avanti dal presidente Angelo Rossini, dall’amministratore delegato Alberto Serraglini e dal direttore di produzione Lorenzo Rossini con i protagonisti dello Studio Angeletti Ruzza Design, che non hanno certo accettato la direzione creativa di Azzurra a cuor leggero.

Pur arrivando da quattro anni di esperienza in GSI, in qualità di art director a cui era stato limitatamente chiesto di lavorare sull’immagine, sul marchio e sugli stand, «non puoi mai essere certo - mi spiegano - di quanto l’azienda che ti vuole sarà disposta a seguirti nella direzione artistica che hai in mente». Specie se l’intenzione - la ‘fortissima intenzione’ - è quella di progettare ceramica agendo a piene mani nel progetto produttivo. Un desiderata raggiunto, prima che con Azzurra, grazie alla collaborazione - una volta chiusa la parentesi di GSI -, con Flaminia, di cui Silvana e Daniele firmano, nel 2008, l’orinatorio Key. Degli stessi anni è anche l’approdo nel termoarredo grazie a quell’Officina delle Idee, poi confluita in Irsap, da cui sono nati «il funzionale Sequenze e il più ‘architettonico’ Korner» chiudendo il cerchio dell’esperienza nel settore del bagno dello Studio di Rieti.

«Oggi - sottolinea Daniele - possiamo affermare con certezza che, nel nostro percorso professionale, la vera fortuna è stata incontrare aziende che, come Guzzini e Azzurra, investono in ricerca, indagano nuovi materiali e nuovi ambiti offrendo ai propri designer la possibilità di conoscere persone sempre diverse, uscendone ogni volta arricchiti». Perché - vivaddio - le aziende sono ancora fatte ‘di persone e di idee’ e la strada intrapresa da Angeletti Ruzza Design sta innegabilmente portando Azzurra a investire (non poco), ma anche a guadagnare, grazie a collezioni indovinate come Nuvola, «particolarmente apprezzata per le sue linee morbide e rotonde». Convinti che dell’azienda deve essere ricordato il prodotto «e non il nome dei designer», la strategia dei due direttori creativi, è stata di far lavorare ‘a pettine’ l’azienda. «Nel mezzo rientrano le persone operative a tutti i livelli: segretaria, addetta alle traduzioni, ufficio tecnico e magazziniere compresi. Perché il risultato finale non può arrivare solo investendo in comunicazione. Occorre anche produrre bene, offrire un servizio, rispettare le scadenze».

Il compito di giudicare la volontà di due persone impegnate a lavorare affinché un’azienda «sappia camminare con le proprie gambe» lo lascio a chi legge. Io una mia opinione me la sono già fatta.


Tag: ADI, cersaie

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