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Intervista a Karim Rashid

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Intervista a Karim Rashid

Dall'infoestestica ai karimagologos: Rashid parla del suo linguaggio a due e tre dimensioni

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Nell'ambito delle arti figurative esiste una lunga tradizione e una consuetudine secolare a rappresentare realtà e finzione attraverso due sole dimensioni; che si tratti di fogli, tavole o tele il pittore e il grafico lavorano con facilità all'interno di questo schema.

Per un architetto o un designer lavorare senza la profondità dell'oggetto è più difficile mentre Karim Rashid sembra perfettamente a suo agio e lavora con sorprendente disinvoltura (una disinvoltura da artista) sulle superfici decorandole e disegnandole con sapienza e facilità.


Area: Questa tua versatilità è realmente semplice come appare?
Karim Rashid: Nell'era digitale esiste un nuovo linguaggio, un vernacolo che io chiamo “infostetica”, ovvero l'estetica dell'informazione. Tutto parte dall'idea di utilizzare strumenti moderni per creare progetti grafici complessi in 2D che siano tuttavia percepiti come 3D. La caratteristica del movimento della grafica, l'applicazione e l'uso di tecniche di composizione sono stati resi possibili dall'impiego delle nuove tecnologie e di moderni software. Il nuovo movimento tipico della tecno grafica crea un paesaggio ipertestuale, ipergrafico, ipertrofico e pieno di energia.

area: Quanto conta la materia e i materiali nei tuoi progetti e quanto i colori, il disegno, l'immagine?
K.R.: Il mondo sta diventando sempre più in grado di comprendere, sia le informazioni che riceve che gli input visivi, i consumatori vogliono essere stimolati dall'ambiente che li circonda. Se oggi qualcuno decide di fare shopping in un negozio piuttosto che online, l'esperienza deve essere allettante, seducente, ispirante. Il negozio vende abbigliamento e oggettistica pensati per un target che va dai 16 ai 25 anni, ho pertanto deciso di utilizzare colori decisi come il lime, l'arancione, il rosa, l'azzurro per creare un ambiente pieno di energia. Il colore è uno dei fenomeni più belli a cui assistiamo nel corso della nostra esistenza.
Per me il colore è vita, è un modo per gestire e toccare con mano le proprie emozioni, la nostra psiche, il nostro lato spirituale. Alcuni colori sono forti, altri sono più tenui, ciò che è veramente importante è trovare la giusta sfumatura, la giusta tinta, la giusta saturazione di ogni colore e saperli poi abbinare. I colori possono essere utilizzati in modo corretto o scorretto, l'importante è non averne paura. Ci danno un senso di euforia spirituale e fenomenologica.

area: Nell'ultimo Cersaie l'azienda Ceramica Cielo ti ha chiesto di lavorare sulla decorazione di un piatto doccia di produzione, si trattava perciò di un lavoro di grafica, di un progetto bidimensionale, come hai affrontato questo tema così particolare?
K.R.: Voglio che ogni cosa che ci circonda sia progettata con intelligenza, sia bella, poetica, utile, sexy, illuminante, ispirante, contemporanea, colorata, piena di energia, splendente, potente, ad alte prestazioni ed accessibile per chiunque. Credo che qualsiasi cosa al mondo dovrebbe essere intelligente, bella e progettata in modo olistico, ovvero in modo sperimentale ed ecologico. In ogni cosa che io faccio poi, mi piace inserire un po' dello spirito umano, un po' di umorismo per alleggerire quella cosa altrimenti troppo palesemente “seria” che è la vita.

area: Il tuo corpo presenta molteplici tatuaggi gli stessi disegni e motivi che ritroviamo sulle superfici dei tuoi oggetti. Utilizzi il tuo corpo come tela, come superficie mezzo di comunicazione di un linguaggio artistico?
K.R.: Questi possono essere considerati i miei geroglifici, ho sviluppato 55 simboli negli ultimi 13 anni. Ognuno di questi ha un significato. Io li definisco “Karimagologos”, il significato è spiegato nel mio libro Evolution. Non uso mai questi simboli intenzionalmente, diciamo che vengono riproposti nelle mie opere in modo subcosciente, con una tempistica accidentale. Ho 12 tatuaggi, ognuno dei quali fatto in una città diversa, da Tokyo a San Francisco, da New York a Londra, Chicago ecc. (sono come timbri sul mio passaporto o come gli adesivi sul mio bagaglio).

Tag: colors, fashion

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