
intervista
Intervista a Gianni Meneghetti, ad Fulgor Milano e Meneghetti
08 Luglio 2010
Per la sua unicità, Lift, il forno a scomparsa nel piano di lavoro, può essere considerato a pieno titolo il prodotto testimonial del rilancio di Fulgor Milano. Il brand. che in passato ha già scritto tappe fondamentali per la storia dell’incasso, oggi riparte da una collezione fortemente innovativa e da un richiamo preciso alla città del design per eccellenza. Una scelta precisa che vuole ribadire subito alcuni concetti che oggi sono fondanti per Fulgor Milano: competenza, eleganza, innovazione tecnologica e qualità in ogni dettaglio. Una determinazione che si esprime già nel catalogo “creatività in cucina 2010” dove sono proposti alcune tra i prodotti più innovativi della gamma di forni, piani di cottura e cappe, ma che si capisce in pieno solo se si incontra Gianni Meneghetti, che ha acquistato nel settembre del 2009 Fulgor ed è responsabile del suo rilancio.
Amministratore delegato della Meneghetti spa, azienda che dal 1962 è specializzata nella produzione di elettrodomestici per la cottura per conto terzi e che negli ultimi anni ha sfidato la competizione rivoluzionando il processo produttivo, Gianni Meneghetti ha le idee molto chiare anche per Fulgor Milano.
Quali sono i punti di forza del nuovo brand?
Innanzitutto una competenza che nasce dalla fabbrica. Commercializziamo solo quello che produciamo e così possiamo contare su una totale coerenza di immagine e soprattutto su una elevata qualità che, non a caso, è ribadita anche da una garanzia estesa gratuitamente a 3 anni. Il secondo punto di forza è la trasparenza nella distribuzione. Non siamo adatti né interessati alla GDO ma al contrario vogliamo tutelare i nostri partner con regole ferree e rispetto delle zone, mentre stiamo definendo anche la nostra rete distributiva sotto la guida esperta e professionale di Paolo Mainardi. Contemporaneamente abbiamo già preso contatti con alcuni produttori di cucina al top, come ad esempio Arclinea che ha presentato ad Eurocucicna il forno Lift, e con loro ci auguriamo di sviluppare nuovi prodotti e una collaborazione fattiva.
Quali sono i valori storici di Fulgor?
Nello stabilimento di Gallarate si è sviluppata una competenza nell’incasso che ha generato dei must come il forno pirolitico, i piani in cristallo, una gamma di 40 forni certificati per gli Usa. Quest’ultimo è un fiore all’occhiello che ci consente di essere con Miele i più autorevoli produttori europei di elettrodomestici da incasso per il mercato degli Stati Uniti.
Quali, invece, i plus dell’esperienza Meneghetti?
Sicuramente l’organizzazione. Circa sette anni fa abbiamo sentito la necessità di sfidare la competizione con i paesi a basso costo del lavoro senza cedere alla tentazione della delocalizzazione. Siamo ripartititi dalla fabbrica, la nostra, e abbiamo rivisto ogni processo. Tra il 2007 e il 2008 abbiamo investito circa 7 milioni di Euro in logistica, formazione, ampliamento e ammodernamento dello stabilimento: a partire dai reparti, dove oggi si lavora con la logica della “Lean production”, ( il sistema messo a punto da Toyota, ndr) per arrivare agli uffici totalmente ristrutturati. Lo sforzo più grande, però, non è stato sugli impianti ma sugli uomini. La formazione di una nuova mentalità dei nostri addetti è stato l’impresa più esaltante e complessa al tempo stesso. Siamo riusciti a coinvolgere tutte le maestranze nel processo di rinnovamento, e lo abbiamo fatto partendo dalla volontà di trovare per ognuno il ruolo più consono, capace innanzitutto di gratificarlo, perché crediamo che debba sempre esserci un collegamento tra “testa, cuore e braccia”. Il metodo di lavoro è basato su strumenti di controllo e sul miglioramento continuo perché l’azienda è come una palestra e per diventare dei buoni atleti è necessario allenarsi, sempre.
Dal punto di vista produttivo, qual è il vantaggio maggiore della Lean production?
Poter produrre piccoli lotti in una logica industriale, con costi competitivi. Meneghetti è un’azienda che produce 3000 pezzi al giorno ed ha il catalogo più ampio esistente nella cottura built-in. Siamo terzisti e come tali dobbiamo essere flessibili al massimo.
Tornando a Fulgor Milano, quali sono i prodotti più esclusivi?
Oltre al forno Lift, possiamo citare i forni da 48 cm di altezza con un vano di 58 litri e i comandi alla base della porta, incassabili con lo scaldavivande da 12 cm, le aperture quasi a 180° dei forni a libro, la linea dei compatti da 45 cm e ancora i piani domino a filo da 40 cm, i piani ad induzione sotto i 3 kwh o i piani a semi-filo da 112 cm con wok decentrato. E’ un elenco molto parziale e destinato a essere ulteriormente ampliato, anche se racconta già molto chiaramente la missione di Fulgor Milano: essere in quel segmento di mercato che si distingue nettamente dal mass market e che oggi in Italia è presidiato da marchi importati. Il nostro invece è un brand che, pur essendo mondiale come è sempre stato, viene progettato e prodotto esclusivamente in Italia.
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