
intervista
Intervista a Gabriele Neri per il progetto REVALUE
12 Luglio 2011
luogo: Milano, viale dell’Innovazione 3
progetto architettonico: Studio REVALUE - Cristiana Cutrona, Andrea Pizzi, Gabriele Neri, Giancarlo Tonoli, Giovanni Spreafico
collaboratori: Beatrice Vezzosi (Maquette) - Piero Artom (modelli digitali)
tempi di realizzazione: 2009-2010
Quale era lo stato di fatto dell'edificio?
Gabriele Neri: "Nato come edificio mono-tenant - cioè occupato da un'unica società - esso doveva ora rivolgersi a utenti di diverso tipo, disposti ai vari piani. In quest'ottica, gli spazi ubicati al piano terreno sarebbero diventati luogo di transito ma anche di sosta rivolti ad esigenze eterogenee e tempi di utilizzo allargati.
Lo stato di fatto presentava infatti una zona d'ingresso ridotta e limitata alla sola hall d'ingresso a doppia altezza, mentre i percorsi distributivi contigui costituivano già una zona ad accesso ristretto suddivisa in piccole sale riunioni tradizionali, che parcellizzavano la spazialità interna impedendo una fruizione libera".
Come avete "liberato gli spazi" interni?
G.N.: "Si è deciso di aprire gli spazi interni al piano terra eliminando qualsiasi partizione rigida, per creare uno spazio fluido funzionale dal punto di vista distributivo ma anche utilizzabile come spazio di sosta, come area relax e come luogo dedicato a modalità di lavoro più informali. Per questo, oltre alle demolizioni, si è pensato di intervenire aumentando l'altezza delle zone di distribuzione interna realizzando un nuovo controsoffitto in lamiera metallica grigia, che richiama le tonalità della pietra del pavimento".
Come avete ovviato alla frammentazione degli spazi esistente?
G.N: "Ci siamo posti l'obiettivo di pensare ad una sorta di "microurbanistica" interna, individuando quelle funzioni da noi tutti ricercate durante la giornata lavorativa ma che spesso si trovano al di fuori dell'ormai labile confine tra spazio lavorativo ed extra-lavorativo: bere un caffè, attendere un cliente, telefonare con la dovuta privacy, connettersi a internet, prelevare denaro dal bancomat, fare una pausa, ecc.
Queste funzioni hanno preso forma in modo naturale, sovrapponendosi alla pianta come in una sorta di diagramma per definire le aree necessarie ad ospitare una meeting room, una break area, una postazione per lavorare con un computer portatile, per stampare un documento, e così via".
Come è stato espresso questo concept nella realtà del progetto?
G.N.: "Questi segni si sono materializzati scegliendo la geometria del cerchio - privo di direzione e quindi fruibile in modo libero - che si esplicita in tappeti in tessuto disposti in modo da permettere la circolazione interna ma rendendo comprensibile anche ad una fruizione distratta ogni funzione accessoria. Basandosi su questa comune matrice geometrica, hanno quindi preso forma quegli "oggetti" che costituiscono le attrezzature e le delimitazioni necessarie per ogni singola area".
Avete realizzato arredi ad hoc?
G.N.: "Questi "arredi" sono stati tutti disegnati su misura - a partire dal grande bancone della reception, che indirizza i flussi nelle due diverse ali dell'edificio - scegliendo materiali e finiture di diverso tipo. Per rafforzare la presenza di tali aree è stato fatto ampio ricorso al colore: ogni zona è sottolineata da una tonalità in analogia o contrasto rispetto a quelle vicine, in modo da distinguerne per categorie i diversi tipi di utilizzo".
Tag: colors, italian style


















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