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Intervista a Claudia Raimondo

intervista

Intervista a Claudia Raimondo

La ricerca sul colore trasversale per Alessi di Claudia Raimondo: una collaborazione che è iniziata nel 1998

Simona Cesana

19 Ottobre 2010

I progetti di Claudia Raimondo, architetto e designer, sono caratterizzati da un’attenta ricerca nell’uso di materiali, colori e finiture, che considera un fattore determinante nella connotazione di prodotti e architetture. La ricerca sulle qualità espressive e linguistiche dei materiali è elemento strategico dei suoi progetti per l’identità del marchio e l’immagine aziendale.
Dal 1998 Claudia Raimondo è consulente Alessi per la ricerca sul colore e la definizione di nuovi paesaggi cromatici.

Simona Cesana: Quali sono stati i presupposti per l’inizio della sua collaborazione con Alessi?
Claudia Raimondo: Alessi ha sempre lasciato totale libertà ai propri autori di scegliere la tonalità di colore che desideravano. Questo ha portato ad avere un catalogo con una quantità di colori quanto mai ampia, per cui, alla fine degli anni Novanta, è emersa la necessità di sviluppare un colore che fosse trasversale rispetto alla gamma di prodotti Alessi, in alternativa al nero che stava cominciando a non essere più apprezzato dal mercato.
L’incontro con l’azienda ha fatto sì che si sviluppasse un metaprogetto per la ricerca di un colore trasversale.

S.C.: Come si può definire l’attività di ricerca sul colore trasversale?
C.R.: Il progetto sul colore trasversale costituisce una forma di attività metaprogettuale e viene affrontata come se fosse il progetto di un prodotto. Il tema della colorazione dei prodotti porta degli input assolutamente innovativi che spesso non fanno riferimento diretto agli oggetti ma guardano piuttosto al catalogo Alessi e all’evoluzione dei linguaggi e del gusto contemporaneo.

S.C.: La superficie è un linguaggio?
C.R.: Si, la superficie è un linguaggio: materia, colore, struttura del rilievo, policromia, lucentezza, touch sono simultaneamente presenti per definire l’aspetto dei prodotti e degli ambienti.
La caratterizzazione estetica di una superficie spesso non riguarda un prodotto o un luogo fisico specifico, definito nella forma e nel contesto, ma riconosce di volta in volta diversi segmenti dell’ambiente visto come sistema continuo, stratificato, molteplice, esteso. Attraverso i progetti di superficie si possono conoscere e tematizzare sezioni di realtà disomogenee, definendo l’ambiente non alle differenti scale ma attraverso delle dimensioni riassuntive, linguistiche, che sono di natura trasversale e disomogenea, come il catalogo Alessi.
In altre parole, quando progettiamo una finitura non sappiamo in quali ambienti sarà collocata, su quali tavole, in quali cucine verrà posta. La ricchezza delle nuove finiture superficiali consente a ciascuno di scomporre e ricomporre il proprio scenario domestico: l’acciaio si abbina con il colore e con le superfici degli oggetti che stanno sulla tavola e nella cucina, dalle più tradizionali, come quelle delle leghe e dell’argento, a quelle più contemporanee dei nuovi materiali e delle plastiche trasparenti.

S.C.: Come avete iniziato questa attività?
C.R.: La collaborazione è iniziata sulla ricerca di un colore trasversale per l’acciaio alla fine degli anni ’90 con la creazione del colore Pale Gold che ha inaugurato la famiglia delle finiture metallizzate in versione opaca.
In quell’occasione l’obiettivo di definire una nuova qualità di finitura doveva idealmente corrispondere anche a una riduzione della quantità dei colori disponibili. Abbiamo interpretato la tendenza degli anni duemila come scenario di riduzione quantitativa a favore di un aumento della qualità, con finiture di natura iconica e non più sintattica, legate alla qualità espressiva delle materie e delle superfici, non solo del colore.
Su questa prima definizione del tema c’è stata poi una seconda precisazione, quella di lavorare sugli aspetti della riflessione della luce. Il Pale gold, applicato ad una serie di oggetti già a catalogo, rispecchia il gusto e la tendenza contemporanea per le superfici metalliche opache e lievemente cangianti che si definiscono in un gioco di riflessi e interazioni con la luce.. Alla qualità riflettente e rispecchiante del metallo lucidato ed alla natura sottrattiva del colore solido, viene abbinata la natura diffusiva delle superfici metallizzate in grado di catturare la luce e di effonderla in modo casuale.
Per questa loro qualità le abbiamo chiamate finiture diffondenti e sono delle finiture di punta della tendenza ’fototattica’, tendenza nella quale le superfici si caratterizzano proprio per il modo particolare che hanno di interagire con la luce.

S.C.: Fototattico?
C.R.: La tendenza contemporanea valorizza gli ambienti e gli oggetti che mettono in primo piano le caratteristiche fotometriche delle superfici. Questa ricerca riguarda una delle dimensioni più innovative nella notazione e nella descrizione delle qualità soft dell’ambiente: la relazione tra la luce e la materia, il modo di riflettere, assorbire, filtrare, modificare la remissione luminosa da parte della materia. Gli effetti fotometrici delle materie, trasparenti, traslucide, lucenti, opache, metameriche, iridescenti, riflettenti, diffrangenti,… determinano anche nuovi abbinamenti in un gioco di relazioni multiple tra le diverse superfici e quelle che si stabiliscono attraverso l’interazione con la luce.

S.C.: Più recentemente ha sviluppato altre due collezioni cromatiche trasversali ad alcuni prodotti del catalogo Alessi: Achromatics presentata nell’autunno del 2009 e Poplike messa a punto per la primavera 2010.
C.R.: La collezione Achromatics. All shades of black, nasce su una esplicita e ineludibile richiesta del mercato verso varianti neutre molto nette, appunto nere. Abbiamo cercato di estendere le qualità di questo non-colore per comporre uno scenario il più ricco e articolato possibile dentro a questo quadro. Un paesaggio acromatico ma vivo, vibrante che invita a scoprire tutti i riflessi del nero, tutti i colori del nero. La collezione assume il nero per declinarlo in contrapposizione al bianco e a qualche accento di colore in finiture diverse che vanno dall’opaco al satinato, dal lucido al traslucido al trasparente. Il tema era quello di usare colori neutri ampliando la gamma delle variabili, definendoli ogni volta in base alla materia e al suo trattamento di superficie, ai diversi gradienti di trasparenza.

S.C.: In che modo si è sviluppato il progetto per la definizione della gamma?
C.R.: Ho percorso la polarità bianco-nero disegnando un diagramma circolare che percorre, declinandole, variazioni modulazioni di effetti: si va da un uso opaco e pieno del colore alla ricerca dell’effetto lucido, glossy alla ricerca di trasparenza
e profondità fino al contrappunto con accenti di colori iconici nello stesso oggetto.

S.C.: Per la collezione Poplike lo scenario di riferimento è stato invece quello dei colori acrilici, propri della pop art.
C.R.: Dalla collezione Achromatics si è sviluppata una ricerca sugli accenti di colore, colori acrilici o con effetto acrilico: lucidi, profondi “liquidi”. Colori puri realizzati con le “basi”, cioè con pigmenti non mescolati. Da qui si sono scelte sei nuove finiture lucide per la collezione Girotondo: si adattano agli scenari domestici contemporanei introducendo accenti di colore da abbinare senza regole prestabilite, come in un quadro della Pop Art.
La scelta dei colori, ma ancor più la logica di distribuzione e abbinamento tra di loro e nell’ambiente, nasce dalla tendenza contemporanea alla giustapposizione di superfici e effetti eterogenei che l’uso del computer ha introdotto e oramai sedimentato nella nostra cultura cromatica.
Cambiano le regole degli abbinamenti e la natura stessa dei colori che apprezziamo nella loro versione “video” grazie alla sintesi additiva e che cerchiamo di riprodurre anche sui supporti più tradizionali della sintesi sottrattiva come nel caso dei cestini della collezione Girotondo.
L’introduzione di queste nuove finiture ha avuto un ottimo riscontro nelle vendite e ci ha confermato ancora una volta la valenza strategica del progetto e della ricerca che stiamo conducendo.

Tag: colors, food design, italian style

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