
riutilizzo
Il richiamo della foresta
18 Maggio 2012
A ben guardare, è questa qualità l’unico comun denominatore tra i suoi progetti, che per il resto si distinguono notevolmente l’uno dall’altro, finendo per assomigliare piuttosto ai desideri della committenza che ai gusti dei sei progettisti dello studio Fiona Barratt Interiors.
La stessa designer rintraccia le ragioni di una simile eterogeneità di risultati nel suo approccio “hands-on” a ciascun progetto: “Lavoro a contatto con ogni cliente e sono personalmente coinvolta in tutte le decisioni che vengono prese, dal concept al completamento del progetto. Dietro ogni spazio che ho creato, per quanto elegante, fluido e confortevole possa sembrare una volta finito, c’è il mio impegno a una comprensione profonda delle aspirazioni del cliente”.
Per trasmettere l’individualità del committente al suo ambiente, Fiona ricorre a un vastissimo assortimento di materiali e texture altrettanto caratterizzati: ceramiche e lacche, stucchi e acciaio, seta e – non ultimo – legno ricondizionato. A partire dalla suggestione tipica di ciascuna materia prima, la designer spesso disegna pezzi unici, la cui realizzazione viene poi affidata ad artigiani altamente specializzati, reinterpretando così in chiave contemporanea il sapere tecnico tradizionale.
Questo rapporto tra passato e presente è tanto più stretto quando si parla del legno, come spiega Fiona: “La bellezza del legno ricondizionato sta proprio nella sua maturità, in quel suo essere un materiale semplice eppure dotato di grande carattere; a dispetto di quella sua semplicità, il legno ha tutto il potenziale per costituire l’elemento di sorpresa all’interno di un ambiente”.
Prova ne sono gli spazi di cui mostriamo qui le immagini e che costituiscono le più recenti realizzazioni dello studio Fiona Barratt Interiors, nel cui portfolio vengono annoverati progetti situati nel Regno Unito come all’estero, a destinazione residenziale o commerciale.
In particolare, le fotografie che corredano questo articolo mostrano gli interni di Cayton Hall, vicino Yorkshire in Gran Bretagna, e di No.14 Verbier, uno chalet in Svizzera.
Cayton Hall è un edificio realizzato in Georgian style, lo stile architettonico imperante tra il 1720 e il 1840 nel Regno Unito, in seguito ampliato e rinnovato. A questo intervento ha contribuito anche Fiona Barratt-Campbell, che ha scelto per gli interni della parte contemporanea materiali di chiara derivazione industriale – come il cemento per la pavimentazione e i pilastri in acciaio –, mentre le aree appartenenti alla preesistenza sono state arredate con opere antiche e moderne, all’insegna di un lusso senza tempo.
Lo chalet No. 14 Verbier, in Svizzera, è invece una reinterpretazione in chiave contemporanea delle tradizioni abitative alpine: per quanto, con la ristrutturazione, gli interni abbiano acquistato un aspetto distinto, secondo quell’idea di lusso – discreto ma pervasivo – tipico delle boutique, la designer ha fatto del legno antico, della pietra, dei tessuti e delle pellicce i veri protagonisti dei diversi ambienti.
Tag: materiali, recupero e riutilizzo






IN-EI: luci e ombre per la nuova creazione di Issey Miyake
Searching for Cassiopea: Fabrica per l’Italian Chair District
Tom Dixon e MOST: british design a Milano
“Morbido” come il cemento






















