
landscape design
Il Forest Pavilion di Taiwan
19 Ottobre 2011
prodotto: Forest Pavilion
designer: nArchitects (Eric Bunge, Mimi Hoang; Ammr Vandal, Julia Chapman, Tiago Barros, Jack Hudspith, Alana Flick)
anno: 2011
tipologia: padiglione/teatro all'aperto
materiali: bambù verde
dimensioni: 314 mq (area)
studio: nARCHITECTS, PLLC
designer: Eric Bunge, Mimi Hoang
città: New York (USA)
indirizzo: 68 Jay Street, #317, Brooklyn, NY 11201
telefono: 718 260 0845
e-mail: n@nARCHITECTS.com
sito web: www.nARCHITECTS.com
Il progetto del Forest Pavilion – uno spazio schermato destinato ad appuntamenti e performance in programma durante il festival – è stato concepito in accordo con gli obiettivi della stessa kermesse artistica curata da Huichen Wu: sensibilizzare il pubblico al tema della riforestazione di quest’area della provincia di Hualien, minacciata dallo sviluppo urbano. Destinato a ospitare le cerimonie di apertura e chiusura del festival, il Padiglione costituisce un punto focale, di sintesi, dell’intero contesto artistico e naturale.
Il Forest Pavilion è composto da undici volte realizzate in bambù verde, tagliato di recente. Un materiale che il team di nARCHITECTS aveva già utilizzato per realizzare Canopy, opera del 2004 concepita per il MoMA PS1 (il centro di arte contemporanea di Long Island City, associato al Museum of Modern Art di New York); il Forest Pavilion rappresenta dunque un ulteriore ampliamento dell’impiego di questa tecnica costruttiva.
Lo spazio circolare viene delineato rispetto al terreno da un doppio anello di volte schermanti; ispirandosi ai modelli di crescita delle piante, la forma dell’arco parabolico alla base delle coperture assume varie configurazioni – teoricamente infinite – a partire da poche, semplici regole di “ramificazione”.
Il padiglione è concepito per fungere anche da piccolo teatro all’aperto, nel qual caso la passerella anulare più esterna può servire tanto da platea per gli spettatori – mentre lo spettacolo ha luogo nello spazio vuoto al centro – quanto da palco circolare.
Se da un parte il padiglione si rivela efficiente nell’assolvere alle sue funzioni, siano queste ospitare gli eventi in programma o semplicemente dare accoglienza ai visitatori del parco, offrendo loro un senso di protezione e riparo, dall’altra aspira a un ruolo connotativo, ponendosi come punto di riferimento all’interno della pur vasta scala di un sito così scenico.
La relazione del Forest Pavilion con il contesto è all’insegna della leggerezza: l’installazione si stabilisce nell’ambiente naturale provocando il minimo disturbo – diafana nell’aspetto e nella costituzione; eppure, al calare della notte si illumina come un faro, sottolineando per contrasto il vuoto della vallata.
Ancora: il Padiglione si confronta anche con la diversità antropologica della regione – territorio tradizionale degli indigeni Amis – rispetto al resto di Taiwan, formalizzandone la varietà culturale mediante la metafora delle volte in bambù, che conducono tutte all’unità dello spazio d’incontro centrale pur costituendo ciascuna un ingresso “diverso”, individuale ontologicamente ed esteticamente.
A dimostrare in via definitiva che la diversità costituisca un valore, basta raccontare come lo stesso padiglione è stato costruito. Bisogna infatti sapere che la stessa popolazione locale si è fatta carico dei lavori di realizzazione, essendo gli indigeni degli esperti costruttori di opere in bambù. Dal momento, però, che nARCHITECTS ha introdotto la propria particolare tecnica d’impiego del bambù verde tagliato di fresco, sperimentata già nel 2004 e ulteriormente sviluppata, la popolazione locale ha finito per considerare l’ultimazione del padiglione come un arricchimento della propria cultura, mediante il reciproco scambio di ‘know-how’ tecnologico. Battezzato dagli Amis “Y lu duqai a luma” (“la casa di montagna”), il Forest Pavilion rappresenta per gli indigeni la prima costruzione che utilizza volte di bambù verde, ma non l’ultima: su richiesta della comunità, nARCHITECTS ha permesso loro di includere la nuova tecnologia tra i metodi locali di costruzione con il bambù.
Tag: design per il sociale, ecodesign, materiali, outdoor









Sdraiarsi in un campo di tessuto




















