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Edi Snaidero, Gruppo Snaidero

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Edi Snaidero, Gruppo Snaidero

Il gruppo Snaidero è l'azienda che, nel suo settore, più di ogni altra ha creduto all'internazionalizzazione. Il punto di vista del suo presidente

Raffaella Razzano

Protagonista del cambiamento, il Gruppo Snaidero è l'azienda italiana che più di ogni altra ha creduto nel processo di internazionalizzazione  tramite acquisizioni e attraverso una attenta politica commerciale sui mercati esteri. Tra i primi cinque produttori di cucine a livello europeo, annovera 7 stabilimenti produttivi e volumi di fatturati globali superiori ai 300 milioni di Euro. Da  sempre attento all'evoluzione del consumatore e delle sue esigenze , monitorato attraverso continue ricerche, l'azienda ha reagito con forza propositiva alla sfida della crisi proponendo nuovi schemi progettuali e di comunicazione, puntando su un concetto di innovazione concreta.

La società italiana è cambiata profondamente negli ultimi anni. Sicuramente il tema dell'accessibilità economica del prodotto ha rivoluzionato l'intero mercato, riposizionandolo: nonostante il clima di fiducia delle famiglie sia andato migliorando dopo il crollo alla fine del 2008, restano le preoccupazioni circa l'andamento dell'occupazione e del futuro reddito disponibile con conseguente aumento del tasso di risparmio e una maggiore oculatezza nelle spese in attesa di ulteriori ribassi dei prezzi. Il fenomeno però non è solo legato alla reale disponibilità economica: oggi i clienti, anche i più abbienti, appaiono attenti, pretendono trasparenza, nel prezzo e nelle prestazioni di prodotto acquistate e, in sostanza, nel dialogo con le marche e i produttori.

Nello specifico del nostro settore, il consumatore ha delle forti aspettative rispetto all'offerta, chiedendo e valutando la marca in base ad un concetto di “prodotto ampliato”, costituito da prodotto più tutta una serie di servizi (progettazione, consegna, montaggio, postvendita, finanziamento) che alla fine determinano il valore percepito del bene. E' un cliente evoluto, preparato, critico, infedele ed esigente e cresce molto più velocemente di quanto non lo faccia l'offerta. Valuta le sue scelte non tanto sulla base di antiche dipendenze dalla marca, di comportamenti inerziali o di routine ma sempre più in funzione di un proprio mood, delle circostanze delle offerte/promozioni, della tipologia di offerta, del canale distributivo.

E' un consumatore laico, curioso, sperimentalista. Ma soprattutto ha delle forti attese di prodotti taylor made.

Mai come nella società attuale l'individuo è stato tanto attento a difendere la propria individualità, manifesta anzi una crescente insofferenza per le soluzioni progettate per un consumatore medio, o al limite, per qualcuno che pure condivide i suoi stessi stili di vita.

Sul fronte industriale e produttivo tutto questo ha riportato al centro il tema della “qualità”, quando sembrava dimenticata, quando contava saper vendere più che saper fare. Fatto a mano, fatto in casa, erano diventate così strategie di comunicazione piuttosto che sapiente cura nei processi. Tutto era infatti identico, con il medesimo “gusto”. “Le cose fatte bene” sono così la risposta che il mondo del consumo si aspetta proprio in questo momento storico, segnato da una crisi globale che sfida il mondo del progetto a gettare lo sguardo oltre l'ostacolo. Non stiamo parlando di nicchie del lusso: le cose ben fatte non sono solo per i ricchi. Durano a lungo e si possono anche riparare. Ed in questo la tradizione della qualità Snaidero ha origini lontane e per questo rappresenta oggi più che mai una promessa credibile: produrre esclusivamente cucine, solo con materiali di altissima qualità e nel massimo rispetto dell'ambiente è da sempre la nostra missione e il punto di forza assoluto dell'azienda.

Design, qualità tangibile, rapporto qualità-prezzo corretto e percepibile: sono state queste, in sintesi, le nostre sfide e le nostre risposte alla crisi e gli ambiti su cui il gruppo orientato tutti i propri sforzi, cambiando in modo profondo la progettazione, la produzione, la vendita, la comunicazione e l'approccio al mercato in generale. Perché più che su una creatività visionaria la partita dell'innovazione, tanto ricercata da tutti, si gioca sulla capacità di dare risposte concrete, flessibili e accessibili.

Sicuramente il tema dell'accessibilità economica del prodotto ha rivoluzionato l'intero mercato, riposizionandolo: nonostante il clima di fiducia delle famiglie sia andato migliorando dopo il crollo alla fine del 2008, restano le preoccupazioni circa l'andamento dell'occupazione e del futuro reddito disponibile con conseguente aumento del tasso di risparmio e una maggiore oculatezza nelle spese in attesa di ulteriori ribassi dei prezzi. Il fenomeno però non è solo legato alla reale disponibilità economica: oggi i clienti, anche i più abbienti, appaiono risparmiosi e attenti, pretendono trasparenza, nel prezzo e nelle prestazioni di prodotto acquistate e, in sostanza, nel dialogo con le , però, va necessariamente inteso in senso molto ampio. Una cucina “accessibile” oggi per essere di successo deve essere un prodotto che non fa sconti al design e alla flessibilità progettuale e compositiva. Il valore e la qualità reale di questo progetto si devono però tradurre in esperienze accessibili e non di nicchia. In sintesi, una proposta di industrial design dove il progetto è realmente al servizio di spazi abitativi, qualità e funzione.

Tutti concetti che abbiamo veicolato sulla cucina Orange prima e Code dopo e che proprio in questo periodo stiamo lanciando con OLA 20, l'ultimo progetto nato dalla nostra collaborazione con il gruppo Pininfarina: un inconfondibile cult contemporaneo che ha compiuto quest'anno  vent'anni e di cui abbiamo voluto rivisitare il segno all'insegna di una freschezza e di un'eleganza più contemporanee, ma al tempo stesso riconfermando l'autenticità e l'originalità di un grande classico della nostra storia, proposto oggi forte dell'unicità del proprio segno, ma industrializzato in modo da tradurlo in un'esperienza di forte qualità e design ma al tempo stesso accessibile e, quindi, ancora una volta al passo coi tempi”.

Sempre all'avanguardia nella ricerca, Snaidero guarda con grande attenzione tutti i nuovi media a disposizione e alla domanda se sia ipotizzabile progettare e acquistare un cucina on line risponde: “Internet, come tutte le grandi innovazioni, ci sfida a “pensare il possibile”. Fare business in uno “spazio digitale di possibilità” potrebbe sembrare il paradiso di ogni imprenditore e ogni marketing manager. In realtà lo scenario web è molto complesso e quotidianamente in evoluzione. Se dal punto di vista dell'acquisto di una cucina nutro grandi dubbi in quanto troppo forte, nella fase progettuale, è la componente legata al servizio e alla progettualità che solo il punto vendita e le competenze di progettisti ed arredatori professionisti possono offrire, sono sicuramente convinto che il web abbia decisamente rivoluzionato la fase di esplorazione iniziale, imponendo un nuovo modo di ricercare le informazioni prima di acquistare, non alternativo ma complementare ai mezzi tradizionali. Le nuove “tribù del consumo” che agiscono su blog e forum e social network, si pongono in antitesi di quel consumatore “passivo” del passato: attive ed entusiaste nel loro agire, riscrivono le regole, girano le spalle ai produttori, accettano ma anche resistono a offerte preconfezionate…

La marca diviene il tramite per consentire lo scambio di informazioni, offrendo magari servizi speciali alla tribù - sconti, promozioni, ecc. - dando anticipazioni sui propri progetti, privilegiandole  nell'acquisto. Fondamentale il rispetto della reciprocità di interessi.

Come Snaidero, abbiamo puntato molto sulla comunicazione web perché rappresenta sempre di più il primo contatto qualificato del pubblico con il nostro marchio: il blog aziendale www.parlaconsnaidero.it i nostri esperti a disposizione online per domande e suggerimenti, la presenza sui social network, il configuratore, ecc. sono tutte attività che vanno nella direzione di coinvolgere sempre più le persone nel processo di cambiamento, ascoltandole, chiedendo loro un'opinione. E' mia convinzione che il futuro dei marchi sarà il dialogo coi propri clienti e non il prodotto fisico. Ed è in questa direzione che stiamo lavorando”.

Uno sguardo infine, alle grandi potenzialità offerte dai mercati esteri: “Per quanto riguarda i mercati esteri, ritengo che nonostante la congiuntura internazionale ancora debole, in un orizzonte di medio periodo le imprese del made in italy possono ancora contare su un “fortissimo” percepito dell'Italia a livello internazionale e quindi su una forte disponibilità per l'abitare e l'interior design italiano da parte di larghe fasce di nuovi consumatori nella base di fascia medio-alta. Fenomeno questo che probabilmente, troverà la massima manifestazione in paesi quali la Cina il Brasile e l'India, dove peraltro abbiamo iniziato una politica di investimento e sviluppo già da qualche anno e su cui ci focalizzeremo nel medio periodo. Il segmento contract, in particolare, trainerà l'export italiano. Per noi l'ultima prestigiosa commessa è quella per il Gruppo Trump, che dopo Chicago nel 2006 ha scelto nuovamente Snaidero nel 2010 per la fornitura di cucine all'interno delle due lussuose Torri in via di completamento a Istanbul.

Guardando non solo ai mercati esteri Edi Snaidero conclude: “la sfida per gli attori della filiera è certamente quella di assumere un ruolo attivo e propositivo, promuovendo la discussione sulla visione e sulle condizioni per una nuova logica di offerta e proposta commerciale, lavorando insieme per costruire un denominatore minimo condiviso. Un denominatore che possa essere proposto al consumatore come riferimento e promessa credibile, impegnandosi in progetti di comunicazione/educazione alla qualità di progetto, prodotto e servizio come possibile e fruttuoso terreno di una “nuova alleanza” con i consumatori”.

Tag: italian style, progettare il futuro della cucina

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