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Dati Federlegno Arredo, giugno 2010

dati e analisi

Dati Federlegno Arredo, giugno 2010

Per Rosario Messina, presidente Federlegno Arredo: "bisogna essere pronti a cogliere ogni soffio di vento"

Living24

06 Giugno 2010

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Sistema Legno Dati Cosmit Federlegnoarredo Giugno 2010

Presentati il 5 giugno i dati consuntivi relativi all’anno 2009 di FederlegnoArredo

Presentati il 5 giugno i dati consuntivi relativi all’anno 2009 di FederlegnoArredo, la Federazione che rappresenta l’intera filiera del legno-arredamento italiano. La relazione del presidente Rosario Messina è stata improntata alla cautela. "Non arriverà presto la ripresa, ma dobbiamo essere pronti a cogliere ogni soffio di vento", ha commentato il presidente della federazione.

L’intera filiera legno-arredamento ha visto diminuire il fatturato del 18,2 per cento rispetto all’anno precedente (sceso a 32,4 miliardi di euro). Già nel 2008 il calo rispetto all’anno precedente era stato del 5,6 per cento.
Significativo il calo delle esportazioni (-21,9 per cento) e del consumo interno (-16,8 per cento).
Le importazioni sono diminuite del 19,1 per cento: un ulteriore fattore di sofferenza, giacché a un calo così brusco delle importazioni corrisponde una forte riduzione di importazioni di materia prima per l'industria. Il saldo commerciale si mantiene positivo (quasi 6 miliardi di euro), pur registrando un calo del 24 per cento.

Alla diminuzione delle vendite (di quasi il 20 per cento) e del numero di aziende (-2,4 per cento) è corrisposto anche un calo del numero degli addetti (-3,1 per cento)

Immaginando un tasso di crescita media annua del 4 per cento per l'intera filiera legno-arredamento, per poter recuperare i livelli del 2007, si dovrebbe attendere fino al 2014, se il tasso di crescita fosse del 3 per cento si dovrebbe aspettare il 2016.

Nel sistema arredamento, il calo del fatturato è stato solo di poco meno severo: le vendite sono scese del 17,6 per cento a fronte di un calo delle esportazioni del 21,6 per cento. Peraltro, i 9,8 miliardi di euro (ovvero il volume delle esportazioni del sistema arredamento) costituiscono oltre il 90 per cento delle esportazioni dell'intera filiera; si sono concentrati qui quindi i circa 3 miliardi di vendite in meno rispetto al 2008. Un calo che è stato generalizzato per mercati e per comparti.

Sebbene l’ultimo trimestre dell’anno abbia fatto segnare un timido miglioramento delle variazioni tendenziali, nel periodo gennaio-dicembre 2009 nessuno tra i primi venti Paesi acquirenti di arredamento italiano è cresciuto. I mercati tradizionali dall’andamento poco soddisfacente negli anni precedenti hanno però contenuto le perdite: in particolare Francia (-11 per cento) e Germania (-9 per cento) continuano a rappresentare rispettivamente il primo e il secondo mercato per l’arredamento italiano. Molto diversa la situazione di Regno Unito (-33 per cento) e Stati Uniti (-32 per cento). Allo stesso modo i risultati di Spagna (-33 per cento) e Grecia (-20 per cento) sono da leggersi in prospettiva di quanto avvenuto nei rispettivi mercati.

"Le nostre imprese sono state capaci di fare prodotti per tutti i mercati e per tutte le tasche – sottolinea il presidente Messina. Per troppo tempo abbiamo usato come sistema paese politiche di promozione adatte a periodi nei quali le risorse erano abbondanti. Oggi, invece, i nostri interventi devono essere mirati, dobbiamo riacquistare un po' di spirito d'avventura, è giunto il momento di ripartire, per rotte nuove, andando a cercare i consumi dove ci sono. La Cina tanto temuta non attua solo politiche di esportazione, ma ha anche la forte preoccupazione di aumentare i consumi interni. Dobbiamo pretendere che i mercati si aprano alla concorrenza facendo capire che di questa competizione se ne possono avvantaggiare tutti."

Sul fronte interno la situazione non è andata molto meglio, ciò è stato dovuto a vari fattori: l'arresto del mercato immobiliare; la mancanza di fiducia nelle famiglie e nelle imprese. I consumi interni si sono così ridotti del 14,8 per cento con una perdita rispetto ai livelli del 2008 di 2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il monte della filiera, il comparto del legno-ediliziaarredo, i semilavorati in legno e i prodotti in legno per l'edilizia, la situazione non è stata migliore nello scorso anno. Le due industrie, arredamento ed edilizia, sono state colpite da una recessione senza precedenti che si è ripercossa sui conti delle aziende.

Il fatturato è risultato pari a circa 12 miliardi di euro in contrazione del 19,4 per cento rispetto al 2008; forte il calo delle esportazioni (-24,4 per cento) ma che costituiscono solo il 9 per cento del fatturato. Forte la riduzione dei consumi interni (-18,9 per cento).

In proiezione per i prossimi mesi le indicazioni che provengono dai monitoraggi dell'Ufficio Studi Cosmit/FederlegnoArredo sono ancora contraddittorie: l’indice Istat di produzione industriale per il settore del mobile segna ancora un calo del 2,2 per cento, mentre per il settore del legno e prodotti in legno il calo è molto più consistente (-8,3 per cento). Nemmeno i forti cali del primo trimestre 2009 hanno permesso un rimbalzo positivo. Ciononostante il dato delle esportazioni segna un recupero nei primi tre mesi dell'anno con un + 3,4 per cento. Sul fronte della Cassa Integrazione Guadagni tuttavia i primi due mesi hanno fatto registrare un aumento delle richieste soprattutto della cassa straordinaria che ha raggiunto quota 3 milioni di ore in soli due mesi.

Complessivamente l’indice di fiducia del primo trimestre 2010, calcolato sugli ordini attesi, continua a rimanere positivo nonostante il permanere di molti fattori di incertezza. Il 2010 appare in prospettiva un anno di parziale recupero rispetto al 2009.

"Il vero petrolio di questo paese è la sua creatività – ha concluso Rosario Messina - che diventa materia grazie all’ingegnosità dei nostri operai, dei nostri tecnici, dei nostri “maestri”. Patrimonio unico e inimitabile. Da difendere. Proprio per questo la nota positiva di questa crisi terribile è la tenuta dell'occupazione e quindi del nostro saper fare. Da qui dobbiamo ripartire per proiettarci non nel prossimo anno, ma nel prossimo decennio."

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