
report
Curarsi con la VitaminaD
07 Ottobre 2011
Tre volti per tre storie differenti che, guidati da Giulio Iacchetti, hanno presentato i loro lavori, dando il via a un dibattito acceso su diversi aspetti del design. I tre designer si sono contraddistinti per tre differenti approcci al mondo del lavoro e alla sua comunicabilità: dalla visione post anarco-artigianale di Cibic, a un'impronta mirata alla valorizzazione del plus valore dell'artigianato di Zorzenoni, passando per una perfetta e mirata presentazione "visual" del lavoro editoriale di Franchi. Laddove il modello di una funzionalità sociale del design e del designer stesso viene messa in crisi dall'incalzare di quesiti trabocchetto del tipo "rinunceresti a produzioni di milioni di pezzi?", si è andato delineando un acceso dibattito sulla possibilità di creare un modello di progettazione o un metodo progettuale che dia la possibilità – e non solo l'illusione – ai designer di incidere sul mercato globale, abbandonando le lezioni di stile dei grandi maestri del passato.
L'unica certezza (o forse un miraggio?) che è sembrato di cogliere dall'incontro, è stata la consapevolezza dei tre designer, di dover proseguire sulla strada della "combinazione di linguaggio", intesa come la capacità di non focalizzarsi su un unico aspetto del design, ma espandere le proprie conoscenze e competenze, al fine di creare prodotti figli di un know-how a 360°. Design con artigianato, testo con grafica, grandi produzioni con piccole realtà: questa la prima ricetta per scacciare i malanni della crisi.
Quello che all'inizio è sembrato un "coro a quattro voci", si è trasformato poi in un dialogo aperto con tutto il pubblico che si è interessato ai lavori presentati e ha contribuito ad allargare il discorso alla situazione del design Made in Italy. Anche in questo caso, diverse le opinioni dei designer e del pubblico, che "hanno lasciato più dubbi che certezze" come ha detto Giulio Iacchetti congedandosi, ma che pone solide basi per gli appuntamenti futuri.
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Matteo Cibic creative problem solver, product designer e art director.
Matteo apre il suo studio nel 2006 dove si occupa di product design e art direction per brand della moda italiana ed internazionale. Vive e lavora tra Vicenza e Milano.
Matteo Zorzenoni nasce a Treviso nel 1978.
Dopo aver ultimato l’Istituto d’Arte, dove inizia a interessarsi all’arte e al design, nel 2001 si laurea in Industrial Design. Inizia subito a insegnare all’Università di Architettura IUAV di Venezia collaborando con Marc Sadler, Riccardo Blumer, Denis Santachiara, conducendo il corso di studio in Design dell’Innovazione e dei Materiali. Dal 2004 lavora come consulente per Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton, seguendo progetti per negozi, mostre e prodotti dalla forte connotazione comunicativa. Uscito da Fabrica, incontra Jaime Hayon con il quale collabora attualmente. La sua ricerca mira ad analizzare i materiali e i loro limiti, sviluppando progetti come oggettistica per la tavola in cemento, strutture di vetro, lampade in marmo, lavorando sempre fianco a fianco con alcuni dei migliori artigiani.
Francesco Franchi editorial and information visual designer.
Classe 1982, Francesco Franchi lavora dal 2008 presso Il Sole 24 ORE come art director per il magazine IL—Intelligence in lifestyle. Precedentemente ha lavorato per 5 anni come senior designer all’interno dello studio milanese LeftLoft, dove si è occupato di design della comunicazione, progetti editoriali e infografica. Nel 2005 frequenta corsi di specializzazione in Graphic Design presso la Metropolitan University di Londra. Nel 2007 ottiene la Laurea Magistrale in Disegno Industriale con una tesi sul Newspaper Design dove propone un nuovo paradigma progettuale di intervento nel re-design di un quotidiano e viene premiato con Lode. È giornalista professionista dal 2010.
Tag: design della comunicazione, design per il sociale, eventi e mostre design, icons



Assemblage. Fabrica con Plusdesign
Intervista a Giulio Iacchetti 




















