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Con Luca Nichetto al Cersaie 2011

intervista

Con Luca Nichetto al Cersaie 2011

In occasione dell’edizione 2011 di Cersaie, Living24 ha incontrato Luca Nichetto presso lo stand di Ceramica Globo

Davide Rota

22 Settembre 2011

È passato un anno dalla nascita dell'innovativa collezione Olivia, disegnata da Giulio Iacchetti, e l'azienda Ceramica Globo Spa torna a far parlare di sé con la nuova collezione Affetto, ispirata alla fusione dell'ambiente bagno con la flessibilità dell'ufficio. "Affetto risponde a necessità fondamentali: creare dei servizi sanitari dalle forme essenziali, che non lascino scampo alla decorazione fine a se stessa, e ad un insieme di mobili che si adattino a diversi spazi e volumi. L'ispirazione mi è venuta dal movimento modernista degli anni '50: nulla è superfluo e tutto trova una collocazione ragionevole". Luca Nichetto

Parliamo con i due designer del team Globo, Giulio Iacchetti - in veste di consulente creativo e Luca Nichetto.
Giulio Iacchetti: Luca è stato il professionista perfetto per tracciare un percorso che anticipasse il futuro. Ha svolto un lavoro complesso, denso di significati. Questo era un lavoro estetico, formale "di carrozzeria", e lui è stato veramente in grado di entrare in sintonia con il progetto, creando un agglomerato compatto di sanitari e arredo, con uno spirito nuovo: ha introdotto una serie di oggetti derivati dall'ambiente ufficio, portando un vento di innovazioni intese in termini di espandibilità, flessibilità, sommatoria di oggetti introdotti nel bagno. La complessità,  il plus valore di questo progetto sta proprio in questa fusione e vederlo crescere è stata una grande emozione…

Quindi consideri ancora il progetto dei sanitari, come una tappa fondamentale per il percorso di un designer?
GI: si assolutamente, penso che sia un punto di arrivo per il nostro lavoro, una tappa importantissima.
Luca Nichetto: sono d'accordo, fa parte di quei "must" che compongono il nostro lavoro, non dissimile dal primo progetto di una sedia, è un traguardo da raggiungere, cercando poi di non fossilizzarsi.


La ricerca continua…parliamo delle innovazioni progettuali che hai portato all'interno dell'ambiente bagno con la nuova collezione Affetto per Globo; sono frutto di un particolare studio funzionale? Cosa ti ha influenzato?
LN:
partiamo dal presupposto che, nel momento in cui ti approcci ad un nuovo progetto, ad una nuova tipologia di prodotto, la prima domanda che ti sorge spontanea è: ci deve necessariamente essere un'innovazione? Nel momento in cui si trova un concept legato
ad un cambiamento costante tra due periodi storici - come potrebbe essere il nostro, rapportato agli anni '50 - mi chiedo sempre quale sia il punto di contatto tra queste due realtà. Andando quindi a riguardare e studiare il lavoro svolto da Gio Ponti con Ideal Standard, con la creazione del famoso "vaso", inteso come sistema unitario e non più come due elementi senza continuità, il mio lavoro è stato quello di trovare la giusta via per ripensare questo elemento. La prima operazione è stata "smontare" le componenti principali, gli organi interni e, pensando in termini di funzionalità e semplicità dei materiali, ho cercato di creare qualcosa di lineare e pulito, utilizzando il concetto di pelle. In fase di studio ho utilizzato una calzamaglia per poter contenere tutte le parti interne e ho notato la presenza delle due viti laterali (utilizzando due spilli nel modello) che davano la particolare forma sinuosa all'oggetto. Così facendo ho sfruttato la necessaria ed ingombrante presenza delle viti, come opportunità per disegnare una forma fluida.


Avendo accumulato esperienza nel campo del furniture per l'ufficio, hai intrapreso un'operazione di fusione tra questo mondo e l'ambiente bagno, quali sono le motivazioni?
LN:
in primo luogo per richiamare ed assecondare il cambiamento in atto nel modo di vivere il bagno, e in secondo luogo per la necessità di creare ambienti flessibili che rendessero l'arredo del bagno di facile trasportabilità e riconfigurazione, assecondando il sempre crescente "nomadismo" delle nuove generazioni. L'ufficio è uno dei settori che richiedono maggiore flessibilità, in termini di modularità all'interno dello spazio, forse perché è uno dei settori dove l'aggregazione tra persone è stata sviluppata in modo pesante. All'interno del bagno tutto questo si tramuta in una struttura semplice, leggera: un cavalletto con due binari, che di volta in volta - a seconda della situazione - possono essere montati in modo differente.

Anche dal punto di vista del materiale, hai utilizzato soluzioni semplici e funzionali.
LN: Non ho utilizzato materiali innovativi ma ho preferito soffermarmi sulla praticità. Esistono molti prodotti creati con materiali particolari come il corian o altri materiali acrilici, con problematiche di costo, di pesi e molto altro. Io ho utilizzato l'Mdf placcato, che a differenza di quello laccato, permette di rendere i piani completamente impermeabili, leggeri e con un ottima ed elegante finitura.

Per quanto riguarda gli elementi contenitori e gli elementi "accessori" alla collezione?
LN:
ho pensato a degli oggetti che potessero essere integrati all'interno del sistema bagno, ma allo stesso tempo vivere in maniera a se stante, con la possibilità di essere accostati ed impilati tra di loro e formare dei veri e propri mobili isolati. Per gli elementi accessori ho cercato un approccio più "giocoso", spezzando la linearità e rigidità della collezione, dando la possibilità a chi lo volesse, di creare un ambiente più colorato e divertente. Per quanto riguarda gli specchi, ho utilizzato il vetro industriale che ha la caratteristica di essere molto freddo, lavorato con una bisellatura tonda che ne smussasse completamente gli spigoli, rendendolo più caldo e vicino ad una "memoria" piuttosto che ad un elemento tecnologico; un richiamo contemporaneo agli specchi lavorati in questo modo.

Luca Nichetto
Luca Nichetto nasce a Venezia nel 1976, dove studia all'Istituto d'Arte e dove, successivamente,consegue la Laurea in Disegno Industriale presso lo IUAV, Istituto Universitario di Architettura diVenezia.Nel 1999 comincia l'attività professionale disegnando i suoi primi prodotti in vetro di Murano perSalviati. Nello stesso anno prende il via il sodalizio con Foscarini per la quale, oltre a firmare alcuniprogetti, assume il ruolo di consulente per la ricerca di nuovi materiali e sviluppo prodotto (2001-2003). Nel 2006 fonda a Porto Marghera, vicino a Venezia, lo studio Nichetto&Partners, che si occupadi Industrial Design e Design Consultant e nel 2011 decide di avviare una nuova attività professionale aStoccolma, in Svezia.Luca Nichetto nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti a livellointernazionale, tra cui il Gran Design Award 2008, il Good Design Award del Chicago AtheneumMuseum of Architecture 2008, l'IF Product Design Award 2008 e l'Elle Decoration InternationalDesign Awards 2009 (EDIDA) come Designer dell'Anno nella categoria Young Designer Talent.Ha tenuto numerosi lecture e workshop in diverse università sia in Italia che all'estero e è attualmentedocente presso lo Iuav di Venezia, Facoltà di Design e Arti.Oltre ad aver partecipato a mostre in Europa, Stati Uniti e Giappone, Luca Nichetto è stato protagonistadi importanti retrospettive che hanno toccato alcune delle maggiori città europee tra cui Venezia,Londra, Parigi e Stoccolma e ha firmato, in qualità di art director, molteplici eventi di respirointernazionale.E' stato inoltre invitato a prendere parte a prestigiose giurie in occasione di concorsi sia in Italia cheall'estero.Attualmente Luca Nichetto collabora con numerose aziende sia a livello nazionale che internazionale,tra le quali, Bosa, Casamania, Ceramiche Refin, Emmegi, Established & Sons, Fornasarig, Foscarini,Fratelli Guzzini, Gallotti & Radice, Italesse, King's, Kristalia, Mabeo, Moroso, Offecct, Ogeborg,Salviati, Skitsch, Skultuna,Tacchini, Venini.


Giulio Iacchetti
Giulio Iacchetti, nato nel 1966, si occupa di industrial design dal 1992. All'attività di progettista alterna l'insegnamento presso numerose università e scuole di design, in Italia e all'estero. Caratteri distintivi del suo fare sono la ricerca e la definizione di nuove tipologie oggettuali, come il Moscardino, posata multiuso biodegradabile per cui, nel 2001, si aggiudica, con Matteo Ragni, il Compasso d'Oro ed entrata a far parte della collezione permanente del design al MoMA di New York. Con l'ideazione e il coordinamento del progetto collettivo Eureka Coop, realizzato per Coop Italia, ha portato il design nella grande distribuzione organizzata e caratterizzato la nuova generazione del design italiano. Nel 2009 questo progetto gli è valso il Premio dei Premi per l'innovazione conferitogli dal Presidente della Repubblica Italiana. All'attività di progettista si aggiunge la direzione artistica per importanti marchi come iB rubinetterie, ceramica Globo e il Coccio design edition. Per Corraini Edizioni ha curato il libro Italianità, una raccolta di interventi relativi agli oggetti, ai simboli, agli odori, ai sapori e ai suoni che contribuiscono a formare la coscienza del popolo italiano. Nel maggio 2009 la Triennale di Milano ha ospitato una sua mostra personale intitolata "Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti"

Tag: cersaie, colors, italian style

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