
report
Colazione da Methis
21 Luglio 2011
Qualcuno le ha definite “oasi di comunicazione” in uno (spesso tragico) panorama di “s-comunicazione”; oppure “fucine di idee che possono dare nuovo impulso a questa società un po' addormentata”. Comunque sia, tante e interessanti sono state le riflessioni emerse, in qualche caso sorprendenti e trasgressive. Per esempio quando è stato ammesso che, più che il workplace vero e proprio, sono spesso i dettagli “altri” a creare un clima di benessere per i dipendenti (un bel ristorante aziendale, uno spazio per divertirsi insieme, una doccia per i runners, un luogo dove poter portare anche i bambini, i benefits che aiutino nelle piccole incombenze quotidiane); oppure, quando anche le certezze progettuali legate al comfort acustico vengono messe in discussione perché “se decidi di lavorare in co-working non ha senso considerare un disturbo il rumore degli altri intorno a te: è come decidere di dormire in un letto matrimoniale e poi mettere una separazione nel mezzo!”.
Gli interventi hanno spaziato dalle problematiche economiche a quelle funzionali, dall'uso sapiente del colore al ruolo fondamentale della luce, dalla sostenibilità e dall'importanza del contatto con la natura fino alla necessità di ribaltamento dei criteri progettuali legati all'acustica; si è discusso dell'importanza del brand e dell'identità del luogo, della necessità di coinvolgimento del personale attraverso sondaggi fin dalla fase pre-progettuale, affinché ognuno possa esprimere i propri desideri e si possano stabilirne insieme la fattibilità e le priorità.
Si è ricordato che il budget è il peggior nemico per il progettista e che gli investimenti negli impianti sono la componente principale nella determinazione del comfort. Al contrario, invece, c'è chi vede il benessere in quello che c'è intrinsecamente in ciascuno di noi: a conferma sono stati portati esempi paradossali di luoghi di lavoro sgradevoli e non confortevoli dove, però, si può vivere bene perché la motivazione è alta e le relazioni tra le persone perfette. Qualcuno considera un punto focale la predisposizione al lato umano delle persone, mentre altri lamentano che, nella creatività progettuale, si assiste a un abbandono dell'attenzione alla funzione per abbracciare in pieno la vacua affermazione della emotività percettiva, che si pone al di sopra di ogni parametro.
Dunque, la qualità ambientale nasce dagli aspetti emotivi o da quelli tecnici? Impossibile separarli.
Certamente in ufficio come fuori, il benessere senza il suo contrario - il malessere - non è quantificabile; nonostante il benessere sia un fattore imprescindibile, che può portare redditività all'investitore immobiliare e rappresentare un elemento di attrattività anche a livello Paese.
Un commento di Alberto Albertini bene esprime lo spirito di questi incontri: “Ascoltarvi mi ha aiutato a ricordare quello che il mercato dimentica troppo spesso: il progetto è una promessa che la fantasia fa al cuore”.
Cliccando sui link a lato, è possibile rivivere tutta l'atmosfera dei tre incontri grazie ai video girati e messi online da Methis sul proprio canale ufficiale di YouTube.
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Hook, design Jean Nouvel per Methis




















