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Bentornato SaloneUfficio!
Renata Sias, foto Gabriele Pagani
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Novità e tendenze al Salone del Mobile 2011 -
SaloneUfficio 2011: design e innovazione per il lavoro -
Intervista con Yves Béhar -
Lo storage tra ufficio e living -
Vitra al Salone del Mobile 2011 -
Tip Ton, design Edward Barber & Jay Osgerby per Vitra -
Kartell al Salone del Mobile 2011 -
Multigeneration, Formway Design per Knoll -
Speciale Orgatec 2010
Di positivo c'è innanzitutto l'immagine generale del Salone, quell'eleganza, quell'attenzione al dettaglio, quel non so ché che rende unica e inimitabile l'atmosfera del Salone milanese; come dimostrano le immagini della nostra photogallery, gli stand sono scenografie affascinanti che sanno valorizzare e dare il giusto risalto ai prodotti, veri protagonisti della kermesse. Non ci sono cadute di stile né note stonate, anche gli stand di dimensioni minori oppure le aziende straniere hanno la piena consapevolezza che la presenza al Salone impone il dovuto riguardo a tutto ciò che è Immagine.
Altro dato positivo riguarda la presenza di aziende straniere - alcune presenti per la prima volta a SaloneUfficio - a conferma non solo della validità della manifestazione, ma anche dell'interesse dei produttori esteri per il mercato italiano che evidentemente offre possibilità di business, nonostante un'economia e un governo alquanto zoppicanti.
Anche il numero di visitatori è stato buono, considerando l'alta specializzazione di questo salone; inutile e fuorviante fare confronti con i padiglioni dedicati all'arredo casa o alla luce che, come è facile intuire, attirano un pubblico ben più ampio, ma anche meno specialistico.
Espositori con il sorriso sulle labbra e titolari o responsabili commerciali in perenne riunione con clienti sono stati il segno concreto di un dinamismo reale, di una “macchina” che funzionava a pieno regime.
Eppure non posso nascondere che un “tarlo” rode... Sorge qualche perplessità che riguarda i “contenuti” e le “tendenze” che emergono dal SaloneUfficio 2011, che probabilmente merita una più approfondita riflessione.
Abbiamo visto nuove proposte, anche se in alcuni casi la preview era stata anticipata lo scorso ottobre a Orgatec, il livello di industrializzazione dei prodotti è ineccepibile, il design estremamente raffinato, ma forse - dopo tre anni di assenza - le aspettative erano un po' più alte, attendevamo l'Innovazione - quella con la "I" maiuscola - anche nei contenuti.
Se l'ufficio è davvero il contesto in cui si producono nuove conoscenze - indispensabili per competere nel mercato globale - e l'ambiente deve di conseguenza essere dinamico, vitale, capace di comunicare la gioia di lavorare, di ispirare i nuovi “lavoratori della conoscenza”, di trasmettere i valori e l'identità dell'azienda, come mai la maggior parte delle novità proposte al SaloneUfficio erano arredi direzionali?
Se davvero i modelli progettuali applicati per l'ufficio tengono conto delle nuove modalità lavorative e di come le minuscole e potenti tecnologie abbiano modificato i modi d'uso dello spazio dove non è più concepibile un'unica scrivania per ogni persona, ma si propone un “territorio” articolato in “activity settings”, perchè questi concetti sono così lontani dalla fotografia di ufficio che ci popone il Salone?
Va bene: niente voli pindarici; siamo tutti d'accordo che si deve stare con i piedi per terra e che stiamo vivendo un momento economicamente “critico”, ma qualche slancio ogni tre anni si può anche osare...
Quell'Ufficio Liquido descritto anche da Stefano Boeri nella lectio tenuta allo Stadium del padiglione 24, salvo le solite scarse eccezioni, nella realtà ci appare ancora molto ... solido!
Forse si potrebbe dare fiducia a qualche giovane designer ancora libero dai pregiudizi progettuali dettati dal marketing. Non vorrei imporre “quote rosa”, ma forse affidare il concept design di un arredo da ufficio a una delle molte, bravissime designer donne che già si sono affermate con successo in altri settori potrebbe essere una strada per affrontare l'argomento con un diverso punto di vista.
Possibile che questo ufficio “orizzontale” e ubiquo di cui tanto - e da tanto - si parla non fornisca qualche spunto? Tranne poche eccezioni, si direbbe di no.
Immagino che la ragione di questa generalizzata ricerca di consolidata tradizione sia dovuta a quello che chiede il mercato: fintanto che il mercato continuerà a chiedere l'arredo direzionale è giusto che le aziende italiane continuino a progettare e produrre i superbi inimitabili executive furniture che ci rendono famosi nel mondo.
E allora forse il “tarlo” è proprio qui: nella evidente scollatura tra quello che il Mercato chiede rispetto alle tendenze di nicchia, rispetto ai contenuti, alle ricerche e alle realizzazioni di uffici eccellenti che si pubblicano nelle riviste e nei manuali.
Nella prossima newsletter US News la rassegna approfondita delle principali novità di SaloneUfficio.
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