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AbitaMI 2011: “Children DesignWorld”
21 Settembre 2011
La prima impressione, in effetti, che si ricavava dalla visita di “Children DesignWorld”, era che il mondo si fosse “ristretto” come in una scena di “Alice nel Paese delle Meraviglie”: impossibile non riconoscere, in quegli oggetti miniaturizzati, una “vera” Barcelona Chair di Mies van der Rohe o una piccola 65 di Alvar Aalto (di cui in effetti esiste la versione N65, per bambini). Anty Pansera riconosce infatti nella “miniaturizzazione di icone del design rivisitate nelle dimensioni” una delle due tendenze secondo cui si orienta la ricerca in questo segmento del design di prodotto.
Il secondo leitmotiv del design per l'infanzia, che i curatori hanno individuato e messo in mostra, insiste invece sulla creazione di “nuovi” arredi contemporanei specifici, la cui progettazione segue l'evoluzione delle teorie pedagogiche e la sperimentazione dei più recenti materiali.
Se Thonet inserisce nei suoi cataloghi gli arredi per bambini già a metà Ottocento, e in oltre cento anni il metodo Montessori ha conosciuto una diffusione su scala globale (con la conseguente distribuzione di arredi e materiali educativi “su misura”, come li voleva la pedagogista italiana), in generale è a cavallo tra XIX e XX secolo che si verifica un mutamento negli atteggiamenti affettivi e sociali verso i bambini.
Gerrit Rietveld, tra il 1918 e il 1919, realizza nel suo laboratorio sedute e giocattoli che secondo Pansera dimostrano già “una certa qual sensibilità pedagogica”, mentre sempre il curatore ricorda che dalle pagine di Domus, dieci anni dopo, Gio Ponti propone camere da letto per i più giovani disegnate da lui stesso. Proseguendo lungo l'asse del tempo, difficile non imbattersi in nomi ben noti del design made in Italy: da Gae Aulenti a Enzo Mari, da Bruno Munari a Marco Zanuso, sono stati in molti a cimentarsi con le particolari - e complesse - tipologie d'arredo per l'infanzia.
Il nuovo millennio, già si è visto nel corso del primo decennio, ha visto modificarsi e soprattutto intensificarsi la progettazione e la produzione di mobili e complementi per i più piccoli, contraddistinti ora da un'estetica esplicitamente accattivante e da una funzionalità che è arrivata a contemplare anche la sicurezza. La diffusa sensibilità nei confronti delle esigenze dell'infanzia vuole infatti che i bambini siano circondati di prodotti “di qualità”, perché ciò che li circonda possa stimolarli e farli crescere meglio.
Pansera sottolinea che si tratta di “oggetti-gioco”, nella maggior parte dei casi, che per converso richiedono una ricerca progettuale serissima, forse più che in altri settori, in grado di concretizzare i dettami della psicologia pediatrica e le aspettative che la società nutre per le proprie generazioni future.
Tag: colors, design per bambini, eventi e mostre design


















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